Ascensore sociale: figli di una classe minore

Generazioni Poveri si nasce e ricchi non si diventa! Se del boom economico rimane un pallido ricordo è più che mai vivida l’impressione che l’ascensore sociale non funzioni più. Le nuove generazioni stanno anche peggio dei propri genitori e, dato ancora più allarmante, chi nasce povero difficilmente si arricchisce.
Se gli ultracinquantenni di oggi dichiarano di aver migliorato nel 41 per cento il proprio stato sociale rispetto alla famiglia d’origine, un ventenne su 5 ammette di averlo invece peggiorato rispetto ai predecessori. Questo il risultato del primo lavoro di Italia Futura sulla mobilità sociale.

Il risultato è che solo il 6 per cento dei giovani di 20 anni dice di trovarsi in condizioni migliori.
Risulta quanto mai difficile oggigiorno cambiare il proprio status sociale e anche solo uscire dagli schemi professionali impostati dai propri genitori. Lo dimostra il fatto che il 44 per cento degli architetti è figlio di architetto, il 42 per cento di avvocati e notai è figlio di avvocati e notai, il 40 per cento dei farmacisti è figlio di farmacisti.

Un fondo opportunità
Tra le iniziative lanciate dalla società di Montezemolo c’è quella del fondo opportunità, sul modello del Child trust fund inglese. Il fondo dovrebbe consistere nell’apertura di un conto corrente bancario per ogni bambino che nasce e al quale avrà accesso dopo aver superato l’esame di maturità. La somma iniziale (1.000 euro) è uguale per tutti. Uguale per tutti è anche il contributo (600 euro) versato per ogni anno della scuola elementare. Dalle medie in poi, invece, la somma diventa legata al merito e può andare da zero a 1.400 euro l'anno. In questo modo i più bravi accumuleranno alle fine delle superiori un tesoretto di 20 mila euro. Chi si ferma alla maturità potrà incassare il 40 per cento della somma. Chi prosegue gli studi e si iscrive all’università incasserà il resto dei soldi sotto forma di mini stipendio mensile per un massimo di tre anni. L’obiettivo è spingere i giovani italiani a studiare.

L’affitto di emancipazione
Altra interessante proposta riguarda i canoni di locazione agevolati per i lavoratori fra i 22 e i 30 anni che abbiano lasciato la casa dei genitori ed abbiano un reddito annuale al di sotto dei 23 mila euro lordi. A questi dovrebbe essere destinato oltre ad un assegno mensile di 200 euro anche una forte agevolazione sull’affitto in concomitanza ad uno sconto fiscale per i proprietari di casa che affittino agli under 35. La proposta è ispirata direttamente alla renta d’emancipación introdotta in Spagna poco più di un anno fa.

Giovani famiglie
Dulcis in fundo il pacchetto per le giovani famiglie, quelle dove tutti e due i genitori lavorano e ci sono figli sotto i sei anni. Oltre alla cumulabilità dell'affitto di emancipazione, viene previsto il rimborso parziale della baby sitter e l’abbattimento dalla base imponibile dei primi 10 mila euro per il reddito delle mamme che lavorano.

Fonte: Corriere della Sera

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