Riforma dei fondi, le cooperative la pagheranno cara!

Tassazione cooperative La riforma è vicina. Parliamo dell’armonizzazione della fiscalità sui fondi italiani rispetto a quelli esteri che tanto ha fatto discutere gli investitori. Nel corso di questa settimana la Commissione Affari Costituzionali del Senato ha infatti esaminato un provvedimento che dovrebbe portare a un significativo cambiamento nel mondo del risparmio gestito.

Tassazioni a doppia velocità
A suscitare polemiche la disparità di trattamento fiscale riservata ai fondi italiani rispetto a quelli esteri, che, anziché avere una tassazione al 12,5% sul maturato (ossia una ritenuta fiscale sulle performance “virtuali” dei gestori anche se non monetizzate dal cliente) come per quelli nostrani, ce l’hanno al momento del riscatto.
Al centro del dibattito politico è stato posto il disegno di legge n. 1784 di conversione in legge del decreto legge 135/2009 di attuazione di obblighi comunitari, che dovrebbe essere convertito in legge martedì prossimo dal Senato della Repubblica.

Il ddl contiene un norma volta a risolvere una procedura di infrazione avviata dalla Commissione Europea a causa del diverso trattamento fiscale applicato in Italia ai fondi esteri non armonizzati e a quelli armonizzati. In pratica ai proventi derivanti da fondi esteri non armonizzati si applica sempre la ritenuta del 12,50% a titolo di acconto, mentre per quelli armonizzati la ritenuta e' a titolo di acconto solo per i proventi conseguiti nell'esercizio di imprese commerciali.

Le coop pagheranno il conto?
A pagare per i mancati introiti derivanti dall’armonizzazione, secondo il quotidiano Milano Finanza, sarebbero però le cooperative. In un emendamento presentato alla Commissione infatti il senatore Malan avrebbe proposto di applicare una ritenuta del 27% sugli interessi corrisposti dalle cooperative ai propri soci. I prestiti sociali potrebbero dunque essere assoggettati ad un’aliquota del 27% dall’originale 12,5% di due anni fa. Già passata al 20% l’aliquota fiscale su tali rendimenti è dunque destinata ad aumentare per coprire l’ammanco di gettito derivante dalla riforma dei fondi.

Fonte: Milano Finanza

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