Alla ricerca del risparmio perduto

Trading onlineI risparmiatori? Una specie in via d'estinzione. A denunciare la criticità della situazione italiana è l'Abi, secondo cui la percentuale di famiglie che non riesce a onorare i propri impegni sui 617 miliardi di mutui e prestiti contratti con gli istituti (10.400 euro per italiano) sarebbe salita negli ultimi mesi al 2,7%.

La situazione non è ancora irrecuperabile ma potrebbe aggravarsi significativamente l’anno prossimo con la crisi occupazionale. Lo tsunami che ha investito le piccole e medie imprese italiane ha creato un buco occupazionale di 577 mila posti di lavoro. A soffrire dalla situazione di instabilità sono naturalmente i consumi e i debiti contratti dalle famiglie italiane. L’esposizione del reddito disponibile sarebbe infatti cresciuta dal 31 al 58%.

Un anno fa - con i mercati a secco di liquidità - ci si preoccupava per l'impennata delle rate, con gli interessi schizzati oltre il 6%. Oggi i tassi sono ai minimi storici (0,73% l'Euribor a tre mesi), le banche sono tornate ad allargare i cordoni della borsa, le tranche di rimborso mensile sono calate. Eppure i problemi per pagarle, invece che diminuire, sono aumentati.

Prestiti a go-go
Cambiano anche forma e dimensioni del mercato del credito. Se fino a pochi anni fa - negli anni d'oro in cui risparmiavamo fino al 30% delle nostre entrate - si faceva un prestito solo per la casa e, al limite, l'auto. Oggi la situazione è diversa. Se il mattone la fa ancora da leone sono aumentate le rate anche sugli altri generi: 43 auto su 100 (dati dell'osservatorio Findomestic), 20 elettrodomestici, il 15% di computer e il 12% dei mobili.

Ed ecco che gli istituti di credito si sbizzarriscono sui finanziamenti: dai telefonini, agli abiti, passando per l'abbonamento in palestra e i viaggi. Nei portafogli del Belpaese il contante è stato sostituito da tessere d'ogni tipo: carte di debito, di credito, revolving. Il 61% dei 60 miliardi di prestiti distribuiti nel 2008 dal credito al consumo era «non finalizzato». Denaro cioè non destinato all'acquisto di un bene specifico. E il rischio oggi è di pagare un conto salatissimo a questa plastificazione e spersonalizzazione dei pagamenti.

La crescita del debito
Sebbene il Bel Paese vanti il primato della nazione meno indebitata d’Europa è pur vero che sta aumentando vertiginosamente la richiesta di liquidità di imprese e famiglie. I debiti nostrani ad oggi rappresentano il 58% del reddito (azioni, case, depositi e fondi) contro il 91% della media Ue, il 134% degli americani e il 161% degli inglesi, abituati a vivere sopra i loro mezzi.

L'aumento netto dei prestiti non rimborsati (oggi siamo oltre il 3%) e l'impennata di due strumenti «d'ultima istanza» come la cessione del quinto dello stipendio (+6,1%) e delle carte revolving (+3,7%) sono però la spia delle difficoltà del paese, un quadro a macchia di leopardo dove la rischiosità sui prestiti familiari della Sicilia, secondo un complesso indice Adiconsum è 10 volte superiore alla Val d'Aosta e dove le regioni più in difficoltà sul rimborso delle rate sono anche Campania, Calabria, Lazio e Puglia.

Sul sito www. monitorata. it ci si può avvalere di uno strumento gratuito e totalmente anonimo per calcolare da sé, in base alle proprie disponibilità e abitudini quanti debiti si possono fare.
La stessa Assofin, del resto, ha già aderito al piano di moratoria sui mutui casa dell'Abi e sta valutando se estenderlo anche sugli altri prestiti anche se obiettivamente esistono complessità tecniche.

Fonte: La Repubblica

  • shares
  • Mail