Spesa sanitaria, l’Italia fa economia

Spesa sanitaria Chi l’ha detto che la spesa sanitaria è una malattia tutta Italiana? Il nostro Paese risulta tra i più risparmiosi d’Europa con una quota del Pil dell’8,7% contro una media Ocse dell'8,9 per cento. Siamo insomma al terzultimo posto seguiti solo da Spagna e Regno Unito per spesa sanitaria nazionale. Rispetto alla media Europea ogni cittadino italiano ha un budget del 20% inferiore (ben 447 euro in meno) per la cura della propria salute. E' quanto si legge nel Rapporto Meridiano Sanità, presentato da The European House-Ambrosetti, a Cernobbio.

Bisogna naturalmente operare le dovute distinzioni geografiche considerato che ad oggi il nostro Paese viaggia a due velocità. La prevenzione delle patologie, insomma, non è uguale ovunque. In campo oncologico, ad esempio, i programmi di prevenzione (screening del tumore alla mammella e al colon-retto) non sempre raggiungono i livelli di efficacia accettabili. La disomogeneita' e' marcata anche nel campo delle vaccinazioni, con conseguenze evidenti su mortalita' e morbilita'.

Italia a due velocità
Non è improprio parlare di velocità diverse in questo caso. Le Regioni, sottolinea il rapporto, introducono infatti con tempi diversi, e spesso con forti ritardi, i farmaci ospedalieri. Ad esempio, per un farmaco oncologico si può andare da un minimo di due mesi a un massimo di sedici mesi dall’approvazione nazionale. E non in tutte le Regioni sono stati introdotti gli adeguati controlli dei bilanci delle aziende sanitarie e, in particolare, della spesa ospedaliera, che consentano di confrontare i risultati economici delle stesse.

Il peso della spesa sanitaria
Il Rapporto affronta, infine, il tema della sostenibilità del sistema sanitario, rilevando che la sanita' rappresenta il 26.1 per cento della spesa complessiva sociale, contro il 65.9 della voce previdenza. La principale componente della spesa pubblica e' rappresentata dalla spesa ospedaliera, che assorbe il 52.6 per cento delle risorse. Nel generale aumento della spesa (passata da 67.574 milioni di euro del 2001 a 108.747 del 2008) l'unica voce che e' diminuita e' quella della spesa farmaceutica, mentre sono schizzate soprattutto le spese per l'assistenza ospedaliera e per quella medico-specialistica.

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