Immigrati al lavoro: più pensioni per tutti!

Immigrazione L’immigrazione fa bene al sistema pensionistico italiano, parola di Inps!
Intanto suscita numerose polemiche il fatto che la disoccupazione italiana sia in costante crescita (con picchi dell’8%) mentre aumenti l’occupazione giovanile degli stranieri (+26,9%), raddoppiata in 10 anni a più di due milioni di persone. Senza contare che, secondo una recente indagine del German Marshall Fund of the United States e dalla Compagnia di S. Paolo, l'81% degli intervistati italiani teme fortemente l’immigrazione illegale (si tratta della più alta percentuale tra i Paesi monitorati). Gli italiani pensano che i cittadini stranieri in Italia siano il 23% della popolazione complessiva (invece sono circa il 6%). Non solo. Il 49% considera l'immigrazione più un problema che una risorsa (4 punti percentuali in più rispetto all'anno scorso) e il 77% addossa agli irregolari la colpa dell'aumento della criminalità. E ancora: solo il 36% chiede di mettere in regola tutti gli immigrati privi di permesso di soggiorno.

Previdenza in verde
Eppure l’immigrazione non è solo criminalità. Le ricadute sul sistema pensionistico ad esempio sono evidenti se si considera che i lavoratori stranieri sono in media più giovani di quelli italiani (intorno ai 31 anni) e che non possono accedere alla pensione prima dei 65 anni. Non a caso l’Inps ha registrato il suo primo attivo dopo anni di profondo rosso.

L'Inps ha infatti approvato le nuove previsioni di bilancio 2009 con un avanzo stimato, nonostante la crisi, di 5,9 miliardi di euro. Dato positivo che si sussegue ormai da diversi anni con un avanzo a consuntivo di due miliardi nel 2005 e stabilizzatosi nel 2007 e 2008 con un avanzo di circa 6,9 miliardi in ciascuno dei due anni.

Il lavoro degli altri
La vera occupazione aggiuntiva, sottolinea la Banca d'Italia, è quella che arriva dagli immigrati: tra il 2004 ed il 2008 le rilevazioni trimestrali dell'Istat misurano un aumento di un milione esatto di posti di lavoro, da 22,4 milioni a 23,4.

Certo l’immigrazione è il fattore principe ma non esclusivo dell’avanzo previdenziale. A rimpinguare le piangenti casse Inps anche il graduale recupero dell'evasione contributiva e l'aumento delle aliquote per alcune categorie e all'attivo del fondo dei lavoratori subordinati.

  • shares
  • Mail