Quando la pensione viene da lontano


Immigrazione sì, immigrazione no? Intorno al tema, spesso, si esercita – e si contorce – la politica. Opinioni più o meno favorevoli e variamente contrarie all'immigrazione si ritrovano in entrambi gli schieramenti politici. Ma, sulla realtà economica italiana di tutti i giorni, che impatto ha l'immigrazione? Secondo le statistiche, almeno per quanto riguarda il settore pensionistico, la rilevanza dell'immigrazione è molto, molto importante.

Occupazione straniera
Mentre nel nostro Paese non si arresta la crescita del tasso di disoccupazione (l'ultimo rilevamento Istat dice che tocca l'8%, addirittura il 26,9% se si considera la disoccupazione giovanile), l'occupazione straniera continua la sua ascesa: in dieci anni è più che raddoppiata. Nelle regioni italiane, oggi si quasi 2 milioni di lavoratori stranieri.

Soldi freschi per l'Inps
Considerando che i lavoratori stranieri, in linea generale, sono molto più giovani dei colleghi italiani, il lavoro straniero ha ottimi effetti sul sistema-Italia. Poiché la legge non prevede che gli stranieri ricevano la pensione o possano riscattare i contributi prima dei 65 anni d'età, si capisce come l'Inps tragga vantaggio dai loro versamenti. In poche parole: sono sempre di più (sia in termini assoluti, sia in termini relativi rispetto agli italiani) gli stranieri che versano i contributi senza poterli riscuotere per lungo tempo. Anche grazie a questo meccanismo, l'Istituto Nazionale di Previdenza Sociale, negli ultimi anni, ha conseguito ottimo risultati dal punto di vista economico.

Fattore immigrazione
Che il fattore immigrati sia uno dei principali fattori di cui si sia avvantaggiato l'Inps per conseguire gli ottimi risultati degli anni recenti lo conferma anche Adrea Stuppini, rappresentante delle Regioni nel Comitato tecnico nazionale sull'immigrazione. L'Inps ha approvato le nuove previsioni di bilancio 2009 con un avanzo stimato, nonostante la crisi, di 5,9 miliardi di euro. "L'apporto degli immigrati appare il fattore più rilevante dei bilanci positivi dell'Inps perché rappresenta il fatto nuovo e più significativo dell'ultimo decennio in termini di crescita degli occupati e dei relativi contributi previdenziali. Quasi da solo è in grado di spiegare, accanto all'aumento delle aliquote, il mutamento nei conti economici dell'Inps".

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