I migliori lavori dello Zio Sam


Mamma mia dammi cento lire che in America voglio andar... Cantava così, qualche tempo fa, chi era costretto ad emigrare nel Nuovo Mondo per cercare fortuna. Ma oggi, che il viaggio della speranza si è trasformato in fuga dei cervelli, che mondo del lavoro trova chi dall'Italia parte per gli Stati Uniti? Un'analisi portata avanti da CareerCast.com, sito web statunitense attivo nella ricerca di lavoro, aiuta a comprendere meglio come vedano il lavoro gli americani.
I conti che pagano
Dopo avere esaminato circa 200 professioni, i ricercatori hanno concluso che, negli States, il lavoro più ambito e desiderabile è quello dell'analista. I calcoli statistici per la determinazione di probabilità e rischi fruttano circa 85.000 dollari all'anno, richiedono poco sforzo fisico, uno stress contenuto e riservano buone possibilità di crescita occupazionale.
Dai software alla storia: chi se la passa bene
Secondo le rilevazioni di CareerCast.com, condotte tenendo conto livello di stress, ambiente di lavoro, sforzo fisico, salario e prospettive di assunzione di ogni professione, non se la passano mare nemmeno gli ingegneri elettronici. Il programmatore di software, infatti, è il secondo lavoro della graduatoria. Al terzo posto, poi, si trova l'analista di sistemi per computer, seguito, al quarto e al quinto, dal biologo e dallo storico.
Vita dura per...
Sul mercato statunitense, invece, sembrano avere poche possibilità di successo i saldatori, i produttori di latte, gli operai siderurgici, i taglialegna e, soprattutto, i lavoratori degli impianti petroliferi. Nel caso si abbia intenzione di tentare l'avventura in questo in campo, si sappia che: il salario (31.000 dollari) è basso in relazione alla pericolsità del lavoro, il tasso di disoccupazione è elevato e le possibilità di venire assunti sono ridotte.

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