La Corte Costituzionale getta l’IVA nella spazzatura(?)

Nel 2009 la tassa sui rifiuti solidi urbani è aumentata mediamente del 4,9% rispetto al 2008 (per un importo procapite di 10 euro), ma presto i contribuenti italiani – in base a una sentenza della Corte di Costituzionale dello scorso luglio – potrebbero vedere restituirsi qualcosa di quello che hanno versato dal 2000 in poi.

Rifiuti più cari per le famiglie italiane
Nel 2009 le famiglie italiane – per i rifiuti – hanno pagato mediamente 205,62 euro (pari a 2,57 euro al metro quadro), contro i 195,95 euro che avevano versato nel 2008 (2,45 euro al metro quadro).

La sentenza della Corte Costituzionale

Di fronte a questo aumento, dunque, in molti avranno accolto con un sorriso la sentenza 238/09 della Corte Costituzionale. Tale provvedimento, infatti, stabilisce che la TIA (Tariffa di Igiene Ambientale) e la Tarsu (Tassa sui rifiuti solidi urbani) sono tasse e non tariffe, ragion per cui, su esse, l’IVA non è applicabile. A seguito di questa disposizione (e a rigor di logica), dunque, tutti coloro che negli ultimi dieci anni hanno pagato l’imposta sul valore aggiunto hanno diritto al rimborso.

La Uil fa i conti
Secondo un’indagine condotta dalla Uil, l’importo che dovrebbe tornare ai contribuenti è pari a 933 milioni di euro. Nel suo sesto Rapporto sui Rifiuti solidi urbani, l’organizzazione stima che ai cittadini di circa 1193 comuni che hanno adottato il regime tariffario, quasi tutti concentrati nel Centro Nord, spetterebbero circa 161 euro pro-capite dal 2000 a oggi.

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