In Europa il lavoro è a casa

Alzarsi la mattina presto per raggiungere l’azienda, passare tutta la giornata in ufficio asettico... ma non sarebbe meglio, sfruttando le opportunità offerte dalla rete telematica, stare a casa a lavorare? Le possibilità tecniche ci sono e, in effetti, il telelavoro è in crescita nell’intera Unione Europea.

La Repubblica Ceca leader del telelavoro
Secondo le statistiche diffuse dalla Ue, la media del telelavoro nei Paesi europei è dell’1,7%, dato sicuramente non elevato, ma comunque più elevata rispetto agli anni passati. Nazione leader del settore è la Repubblica Ceca, dove il tasso di telelavoratori è pari addirittura al 15,2%.

Italia fanalino di coda
L’Italia, in questo campo, è il fanalino di coda europeo. Nel Belpaese, la percentuale di impiegati in telelavoro a tempio pieno è pari a 0,5% (2,3% computando anche i part-time). Una quota sideralmente lontana dalla leader Repubblica Ceca, ma molto distante anche da Paesi come Danimarca (14,4%), Belgio (13%), Lettonia (12,2%) e Paesi Bassi (12%).

Cos’è il telelavoro?
Ma davvero ci stiamo perdendo qualcosa? Cos’è, effettivamente, il telelavoro? Si può parlare di vero telelavoro quando il dipendente ha facoltà di svolgere almeno un quarto delle attività al di fuori delle mura aziendali, utilizzando strumenti elettronici di comunicazione come posta elettronica, telefono e internet.

Vantaggi e svantaggi di lavorare da casa
In chiave aziendale, il telelavoro è considerato lo strumento ideale per migliorare il rapporto costi/benefici nelle aziende con poche risorse economiche, come le Pmi, ottimizzando la produttività a fronte di budget ridotti. Per i dipendenti, se è vero che il telelavoro – in linea teorica – permette una maggiore libertà di orari, sull’altro allenta i rapporti sociali tra colleghi. La domanda sorge spontanea: e se non fosse uno svantaggio continuare con il lavoro tradizionale?

  • shares
  • Mail