La Banca d’Italia fa i conti in tasca agli italiani

Bankitalia, servendosi di dati aggiornati al 2008, scatta un’istantanea dello stato di benessere economico delle famiglie italiane. I risultati dell’indagine testimoniano l’affaticamento del Paese e preoccupano perché – pur già influenzati dal crollo dei mercati e delle grande banche Usa – devono ancora scontare gli effetti dell’esplosione della disoccupazione e la crisi dell’economia reale.

Arretra il reddito medio
Nello specifico, i dati parlano di un crollo del reddito medio tra il 2006 e il 2008 pari al -4%. Complessivamente, circa il 30% dei nuclei familiari italiani è indebitato, mentre una famiglia su cinque ha a disposizione un reddito mensile medio inferiore a 1281 euro.

Dipendenti e pensionati resistono
Stando a quanto affermato dalla ricerca della Banca d’Italia, sono stati i lavoratori autonomi a soffrire maggiormente – dal punto di vista economico – gli ultimi anni, mentre i dipendenti e le persone in condizione non professionale (leggi, i pensionati) hanno parato il colpo in modo migliore. Nel 2008, il reddito medio da lavoro dipendente è risultato pari a 16373 euro, in diminuzione del 3,3% rispetto al 2006. I lavoratori autonomi, invece, hanno potuto contare mediamente su un reddito pari a 20.374 euro, più basso di quello del 2006 di ben il 12,5%. Scomponendo il corpo sociale italiano, si nota come a subire le contrazioni più rilevanti in termini di reddito medio siano stati gli individui di età inferiore ai 45 anni.

La ricchezza famigliare netta
Nel 2008, le famiglie italiane potevano contare su una ricchezza familiare netta (valore derivato dalla somma delle attività reali – immobili, aziende e oggetti di valore – e delle attività finanziarie – depositi, titoli di stato, azioni – al netto delle passività finanziarie – mutui e altri debiti –) pari al valore medio di 153mila euro. È molto interessante osservare come questo valore, tra il 2006 e il 2008, sia sceso dell’1%, dopo aver registrato una crescita del 44% tra il 1993 e il 2006 giocando sulla crescita dei valori immobiliari

Le difficoltà di donne e Sud
Particolarmente difficile la situazione dei lavoratori del sud e delle donne (indipendentemente dalla condizione di lavoro dipendente o autonomo), mentre i laureati hanno guadagnato mediamente il doppio di chi è sprovvisto di titolo di studio.

La distribuzione della ricchezza
In questo quadro di generale arretramento, la concentrazione dei redditi, tuttavia, è apparsa uniforme con quella osservata negli anni passati: il 10% delle famiglie che possiede quasi il 45% dell'intera ricchezza netta, mentre il 13,4% della popolazione vive con un reddito inferiore alla soglia di povertà.

Prudenza italica
Complice anche la condizione economica globale, gli italiani non hanno dismesso la loro proverbiale cautela in tema d’investimenti e risparmio: il 90% delle famiglie possiede almeno un'attività finanziaria, anche se la maggior parte ha attivo solo il deposito, mentre soltanto il 4% detiene un portafoglio che, oltre ai depositi, comprende sia titoli di Stato sia azioni e bond privati.

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