Rc-auto: tutti pagano le furbate di pochi

La previsione ha più di qualche fondamento, perché viene da due personalità ben introdotte nel settore (Fausto Marchionni, ad di Fonsai, gruppo assicurativo con oltre 3500 agenzie, e Fabio Cerchiai, presidente Ania – Associazione nazionale fra le Imprese assicuratici-), e pertanto le preoccupazioni degli automobilisti italiani di fronte alle voci che vogliono le tariffe delle polizze rc-auto in crescita sono più che legittime.

Rincari dovuti a concorrenza smodata e truffe
Se Marchionni evidenzia come gli squilibri del settore rc-auto potrebbero portare a un aumento dei premi assicurativi, Cerchiai dà una cifra ai possibili aumenti: l’8% nel corso di un anno. Un rincaro considerevole, ma giustificato, a parere dei due, sia dalla competizione al ribasso tra le diverse compagnie (abbassando continuamente i premi per ragioni concorrenziali, hanno dimenticato le logiche di reddittività, instaurando un meccanismo cui ora si dovrà porre rimendio) sia dalla larga diffusione sul territorio italico del fenomeno delle truffe alle assicurazioni. Gli automobilisti, insomma, pagheranno la “furbizia” di quanti ingannano.

Truffe alle assicurazioni
Il malcostume della truffa all’assicurazione sembra essere ben radicato sulle strade del nostro Paese. I dati raccolti in un’analisi dell’Isvap relativa al 2005 hanno permesso di stimare che circa 90000 sinistri all’anno sarebbero associati ad attività fraudolente (il 3% del totale). Da parte sua, l’Ania ritiene che tali numeri non siano veritieri e che dovrebbero essere rivisti al rialzo. Al di fuori della guerra dei numeri e delle percentuali, però, le associazioni dei consumatori non ci stanno, facendo rilevare come dal 1996 a oggi le polizze rc-auto di tutte le compagnie presenti in Italia sarebbero aumentate mediamente del 170%. Un aumento troppo caro… i veri furbi chi sono?

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