Storia di vaccini e class-action

Nonostante i foschi presagi e le predizioni di sventura, il 2009 è passato e la tanto temuta Influenzasuina-H1N1-InfluenzaA non si è lasciata alle spalle lo stuolo di morti che, a un certo punto dell'anno, sembrava praticamente certo avrebbe provocato. Oggi, i governi di buona parte del mondo si ritrovano sulle spalle il peso di avere concesso troppo credito all'atmosfera d'allarme.

Un errore comune
Tra i Paesi che incorsero nell'errore, allora, vi fu anche l'Italia. Le istituzioni del nostro Paese decisero di acquistare 24 milioni di dosi, per una spesa di circa 184 milioni di euro. La scorta, con il tempo, si è rivelata abbondantemente sovrastimata e si è dunque presentato il problema di come impiegare "le rimanenze di magazzino".

Infine il ritiro
Dopo tanta indecisione sulla strada da intraprendere, con una circolare del 12 febbraio scorso, la Direzione generale prevenzione e sanità del Ministero della Salute ha chiesto alle Regioni di ritirare le dosi non utilizzate. Probabilmente, dietro la decisione presa nelle stanze ministeriali hanno giocato un ruolo importante le mosse del Codacons. L'associazione dei consumatori, infatti, il 15 gennaio scorso ha promosso una class-action per chiedere il rimborso dei soldi pubblici incautamente (a meno a parere dei consumatori) spesi nell'acquisto di inutili vaccini.

Maxi-risarcimento?
Spiega il presidente di Codacons, Carlo Rienzi: "Proprio sulla richiesta di risarcimento (3 miliardi di euro, n.d.R.) si attende a breve la decisione del Tar del Lazio, cui l’associazione si è rivolta nell’interesse degli utenti del SSN”.

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