I pendolari europei, tutti sullo stesso treno?

Inutile alzare la voce e protestare, i pendolari si devono rassegnare: secondo i vertici di Trenitalia, i passeggeri DEVONO subire una certa quota di disagi, soprattutto se sono pendolari e se viaggiano nelle ore di punta. Quasi, quasi, anzi, occorrerebbe mettersi una mano sulla coscienza prima di presentare reclamo.

Così parlò Moretti

Presente alla trasmissione mattutina di Canale 5, Moretti, amministratore delegato di Trenitalia, si è lanciato in una difesa a spada tratta dell’azienda che amministra: “Le proteste dei pendolari ci saranno sempre. Nei giorni feriali e nelle ore di punta l'affollamento è tale che è veramente difficile avere treni e posti per tutti. È un problema mondiale, è difficile avere una flotta dimensionata per quelle due ore". Nonostante si tratti di una lotta contro i mulini a vento, Moretti ha tenuto a sottolineare come le Ferrovie dello Stato combattano il problema con "investimenti in materiale rotabile per il trasporto pendolare di circa due miliardi di euro, di cui 1,5 già affidati. Stiamo facendo questo investimento - ha spiegato il dirigente - per aumentare l'offerta nelle grandi città. Le prime carrozze arriveranno tra un anno un anno e mezzo, nel frattempo stiamo ammodernando il parco esistente". Per quanto riguarda i ritardi, poi, Moretti ha espresso il proprio apprezzamento per l’operato dell’azienda, non mancando di evidenziare i miglioramenti ottenuti rispetto agli anni passati: “Certo, restano alcune disfunzioni, ma i livelli sono in linea con i contratti fatti con le regioni – ha spiegato - e inoltre abbiamo risolto quasi del tutto il problema pulizie, cambiando quasi tutte le ditte e il grado di soddisfazione delle regioni è molto alto. Dovremo arrivare a risultati soddisfacenti dappertutto in 3-4 mesi".

La replica delle associazioni di consumatori
Tra l’indispettito e il piccato, le associazioni dei consumatori hanno reagito con parole di fuoco alle esternazioni del massimo dirigente di Trenitalia. Secondo i consumatori, le affermazioni di Moretti evidenziano la scarsa considerazione in cui i vertici delle Ferrovie dello Stato tengono la qualità del servizio offerto e i disagi subiti quotidianamente dai lavoratori pendolari. Chiedendo anche un intervento del Ministero dei Trasporti sul tema, Adiconsum, Federconsumatori e Adusbef in una nota congiunta sottolineano come, dato il comportamento dei vertici aziendali, rimanga “in piedi il vero e proprio muro innalzato da Trenitalia, che si ostina ad applicare in termini peggiorativi i parametri minimi stabiliti dal Regolamento Europeo in tema di tutela dei passeggeri. Questa condotta, in pratica, rende impossibili i risarcimenti per i ritardi al di sotto dei 60 minuti, cioè, fortunatamente, la larghissima parte di quelli che si verificano".

Uguali, uguali all’Europa?
È sicuramente vero, come sostiene Moretti, che la qualità del trasporto ferroviario negli orari di punta è un problema con cui si confrontano in altre zone del mondo. Non ovunque, però, le soluzioni adottate sono le stesse. Nell’applicazione del Regolamento Europeo in tutela dei passeggeri, infatti, si riscontrano numerose differenze a seconda del Paese preso in considerazione. Guardando alle sole norme relative ai rimborsi, per esempio, salta all’occhio come l’Italia non sia esattamente in linea con quanto avviene in Spagna e Germania.
Trenitalia nel suo contratto con i viaggiatori prevede rimborsi del 25% sul prezzo del biglietto per ritardi compresi tra i 60 e 119 minuti, una quota che sale al 50% per ritardi superiori ai 120 minuti. C’è un piccolo particolare da tenere in considerazione: il rimborso non è concesso in denaro, ma tramite un buono viaggio da riutilizzare sulla rete Trenitalia.
In Spagna, in caso di ritardo superiore a un’ora il viaggiatore ha diritto a un indennizzo in denaro corrispondente al 50% del prezzo del biglietto. Se il ritardo supera l’ora e trenta minuti, però, si può ottenere un rimborso di entità pari al prezzo totale del biglietto.
In Germania, se è vero che la normativa per quanto riguarda i ritardi è uguale all’Italia (25% del biglietto per ritardi compresi tra un’ora e 119 minuti e 50% per quelli superiori ai 120 minuti), è altrettanto vero che sono previste clausole che in Italia non sono nemmeno nominate. Per esempio, nel caso un treno con arrivo previsto tra mezzanotte e le cinque del mattino abbia un ritardo previsto di un’ora, il passeggero ha diritto a servirsi – a carico della Deutsche Bahn - di un mezzo di trasporto alternativo per una spesa che può arrivare a 80 euro. Inoltre, nel caso un passeggero sia costretto a pernottare in albergo a causa di un ritardo o della soppressione di un treno imputabile alle ferrovie, il costo del soggiorno sarà a carico delle Deutsche Bahn.
Dunque, tutto il mondo è paese?

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