Extrabanca: la banca parla straniero

Gli immigrati sono una parte crescente della popolazione italiana, contraddistinta – per altro – da grande vivacità sociale, ed è quindi logico che nascano servizi loro dedicati. È di ieri la notizia dell'apertura della filiale milanese (la prima) di Extrabanca, istituto di credito destinato ai cittadini immigrati.

Obiettivi
Come ha sottolineato il presidente e fondatore, Andrea Orlandini, Extrabanca non è una banca etica, bensì una vera e propria banca commerciale privata, anche se contraddistinta da una forte valenza sociale. Il suo obiettivo è quello di divenire un faro per gli oltre 4 milioni di stranieri regolarmente residenti in Italia (pari al 6-7% della popolazione complessiva). Per accedere ai servizi offerti dall'istituto di credito (finanziamenti alle piccole aziende, concessione di mutui immobiliari, credito al consumo e gestione delle rimesse verso i Paesi d'origine ecc.), gli stranieri dovranno dimostrare di essere in possesso del permesso di soggiorno.

Previsioni
I piani di crescita della banca si basano su proiezioni demografiche che vedono crescere senza sosta il numero di stranieri nel nostro Paese: si stima, infatti, che nel 2012 saranno 6,5 milioni i cittadini provenienti da altre parti del mondo (il 10,5% della popolazione). Assecondando tale sviluppo, l'istituto di credito conta di arrivare ad avere una clientela di 85-130mila persone, cui rivolgerà particolare attenzione: siccome si tratterà nella maggior parte dei casi di lavoratori, le filiali rimarranno aperte dalle 9 alle 19 da lunedi' a sabato e, occasionalmente, anche la domenica. Nel prossimo periodo, Extrabanca punta ad aprire nuove filiali (senza acquisire e riconvertire quelle di alti operatori) in quindici province. Dietro gli sportelli, i clienti troveranno persone provenienti da ogni parte del mondo: sui venti dipendenti attuali, ben il 55% è straniero e proveniente da 11 Paesi diversi.

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