I buoni lavori si troveranno dal tabaccaio

Novità in vista per quanto riguarda i buoni lavoro, i voucher con cui può essere pagato il lavoro stagionale, che furono introdotti per combattere la piaga dell’occupazione irregolare nei settori in si fa ricorso al lavoro stagionale (per esempio l’agricoltura). Grazie a una convenzione firmata la settimana scorsa tra Antonio Mastrapasqua, presidente dell’Inps, e Giovanni Risso, presidente della Fit (Federazione Italiana Tabbacai), da metà aprile, in sei regioni italiane, i buoni potranno essere venduti e incassati nelle tabaccherie.

L’iniziativa
Al momento, sono 5mila le tabaccherie di Lombardia, Veneto, Toscana, Lazio, Puglia e Sicilia che possono eseguire le attività finanziarie fornite da Banca Itb (l’operatore finanziario cui si appoggiano i rivenditori dei generi di monopolio per l’occasione). Secondo le previsioni, però, questo numero dovrebbe credere rapidamente, arrivando a 15mila entro la fine del 2010.

Soddifazione dell'Inps
Dall’Istituto nazionale di previdenza sociale commentano con grande soddisfazione l’operazione. Per il presidente Mastrapasqua, infatti, l’accordo perfezionato non solo consente all’Inps di aprirsi maggiormente alla società e di offrire più diffusamente un servizio utile per i cittadini, ma ha una forte valenza sociale, perché assicura un canale di distribuzione in più a uno strumento che “provveduto a far emergere lavoro nero e irregolare in tutte quelle attività che si definiscono lavoretti saltuari, o più correttamente lavoro occasionale e accessorio''.

I voucher oggi
A tutto febbraio, il buono lavoro si è dimostrato uno strumento abbastanza apprezzato in Italia. Fino ai primi due mesi dell’anno in corso, infatti, ne erano stati distribuiti 4,1 milaioni di pezzi del valore di 10 cadauno (divisi tra 7 euro al lavoratore e 3 di contributi). Il canale distributivo dei tabaccai affiancherà i due utilizzati fino a oggi: le sedi Inps (presso cui veniva venduto il voucher cartaceo) e il sito istituzionale Inps (dove si poteva trovare il voucher telematico). A essere pagati con il buono lavoro sono stati più gli uomini delle donne (il rapporto è di tre a una). Considerando il corpo dei prestatori d'opera pagati con i voucher, poi, si nota che nel 22% dei casi sono stati ragazzi sotto i 25 anni di età e nel 40% dei casi persone ultrasessantacinquenni. In chiave regionale, la diffusione dei buoni lavoro è stata maggiore in Veneto (800mila pezzi venduti), Emilia-Romagna (490mila), Piemonte e Lombardia (entrambe 400mila) e Toscana (380mila).

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