La benzina sale, come contenere il prezzo?

Il prezzo della benzina, in questi giorni, è al centro di discussioni e polemiche. I consumatori vedono il prezzo del carburante salire continuamente e, mentre frugano nei portafoglio, cercano invano di scoprire il colpevole dei continui rincari. Le spese sempre maggiori sono responsabilità delle compagnie petrolifere o delle tasse statali? E, soprattutto, come si potrebbe risolvere il problema del continuo aumento dei prezzi? L’Adoc (Associazione per la difesa e l’orientamento dei consumatori) una soluzione la ha: tagliare le accise e aumentare le stazioni di riferimento.

Rincari continui
Secondo le stime del Codacons, la nuova ondata di aumenti del prezzo del carburante ha costretto gli automobilisti sulla strada del ritorno dalle vacanze pasquali a fare fronte a una vera e propria sovrattassa. L’associazione dei consumatori ha calcolato che, con la benzina oltre 1,42 euro e il gasolio sopra soglia 1,259 al litro, dalle tasche degli automobilisti sono usciti, nei soli giorni del rientro in città, ben 19 milioni di euro in più. Alcune organizzazioni per la tutela dei consumatori, inoltre, segnalano come l’aumento dei prezzi del carburante possa rinfocolare l’inflazione, determinando la crescita dei prezzi delle merci trasportate su gomma.

La soluzione Adoc: rivedere le accise
L’Adoc, denunciata la situazione, ha provato a tracciare alcune possibili via d’uscita. Un primo provvedimento utile potrebbe essere quello di mettere mano al sistema delle accise che gravano sul prezzo del carburante. Sul prezzo pagato alla pompa dai consumatori, fa notare l’Adoc, le accise pesano per la bellezza di 0,30 euro al litro, cioè per il 20% del totale. Una quota assai considerevole, dunque, nella quale rientrano anche accise molto datate e che, al momento, risultano essere davvero anacronistiche, come l’accisa introdotta nel 1935 per la guerra di Abissinia (pari a 1,90 lire), quella del 1956 per la crisi di Suez (14 lire al litro) e quella per il disastro del Vajont del 1963 (ulteriori dieci lire).

La soluzione Adoc: aumentare i distributori
Il secondo pilastro della strategia ipotizzata da Adoc è l’aumento del numero di distributori. Incrementando i punti vendita, e permettendo loro di vendere anche prodotti diversi da quelli petroliferi, così da diversificare il business e godere di ulteriori entrate rispetto a quelle della vendita di carburante, si riuscirebbe a creare uno spazio utile per ridurre il prezzo praticato agli automobilisti.

  • shares
  • Mail