La privacy si inchina davanti al contributo per il decoder

La privacy, a volte, deve farsi da parte e concedere strada, quel tanto che basta, ad altre esigenze che hanno più immediata urgenza. Uno di questi casi si è verificato per quanto riguarda la concessione del contributo statale per l’acquisto dei decoder tv per il digitale terrestre. Nei giorni scorsi, infatti, l’Agenzia delle Entrate ha ricevuto l’ok per la trasmissione a Poste Italianae dei dati dei possibili destinatari del finanziamento.

Il permesso concesso
Su richiesta del ministero dello Sviluppo Economico, il Garante ha consentito – anche per il triennio 2010-2012 – alla trasmissione dei dati dei potenziali beneficiari del contributo statale dall’Agenzia delle Entrate a Poste Italiane, a patto che si tratti dei soli codici fiscali degli abbonati Rai residenti nelle aree che, di volta in volta, sono interessato dal passaggio al digitale terrestre.

Le motivazioni
L’assenso alla comunicazione è arrivato perché l’Autorità ha riscontrato la necessarietà del trasferimento dei dati ai fini dell’erogazione del contributo da parte del ministero dello Sviluppo economico (e quindi per l’espletarsi di una funzione istituzionale del ministero). A sostenere la decisione adottata da garante, poi, c’è l’offerta di idonee garanzie di carattere tecnlogico per il trattamento dei dati personali.

Il contributo
La facilitazione all’acquisto del decoder, prevista per famiglie economicamente o socialmente svantaggiate, si configura come una riduzione sul prezzo del decoder che il consumatore può ottenere direttamente dal rivenditore (quest’ultimo sarà quindi rimborsato da Poste Italiane SpA per conto del ministero in base a un’apposita convenzione). Potranno avvalersi del contributo gli abbonati Rai, in regola con il canone, residenti nelle aree interessate al passaggio al digitale, con un reddito inferiore ai 10.000 euro e un'età superiore ai 65 anni.

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