Polizza sanitaria: la spina nel fianco dei medici

Si dice che quella medica, più che una professione, sia una vocazione. In effetti, la pratica medica ha molti aspetti positivi (la soddisfazione di svolgere una professione socialmente utile, una retribuzione medio-alta ecc), ma anche qualcuno negativo. Per esempio, secondo dell’Amami (l’Associazione per i medici accusati di malpratctice ingiustamente) alcuni camici bianchi sono stati costretti negli ultimi 15 anni a fare fronte ad aumenti irragionevoli dell’assicurazione contro i rischi sanitari.

Polizze impazzite
In base a quanto riscontrato dall’Amami, dal 1995 i premi assicurativi praticati da alcune compagnie di assicurazione ai camici bianchi sono aumentati del 250%. Particolarmente colpiti dal fenomeno sono stati ginecologi e chirurghi plastici. Maurizio Maggiorotti, presidente dell’Amami, ha spiegato ai taccuini di Adnkronos Salute, la realtà con cui devono scontrarsi alcuni professionisti della medicini: “Ginecologi e chirurghi plastici possono arrivare a pagare fino a 10 mila euro l'anno. Dieci volte di più di quanto paga un medico di famiglia o uno pneumologo". L’assicurazione sanitaria rappresenta un costo considerevole anche per ortopedici e chirurghi; come spiega Maggiortti: “Per loro i prezzi possono variare dai 3 ai 5 mila euro l'anno. Per questi il rischio è legato soprattutto alla mancata diagnosi".

I motivi delle differenze
A influire sulle differenze dell’ammontare dei premi assicurativi sono diverse variabili, in base alle quali, a volte, si determinano discrepanze anche tra medici della stessa specialità. Spiega il presidente dell’Amami: "Il premio può variare a seconda della compagnia e dell'età del professionista. Ma soprattutto dal 'curriculum' del camice bianco. Se ha già avuto richieste di risarcimento a suo carico il prezzo della polizza sale alle stelle. Anzi, rischia di essere addirittura disdettato per sinistrosità. E non serve una condanna di risarcimento. Basta una richiesta o un semplice avviso di garanzia da parte della procura".

Un costo per tutti
L’aumento sconsiderato dei premi assicurativi delle polizze sanitarie non ricade però sui soli medici. In alcuni casi, infatti, per evitare contenziosi e denunce infondate, i dottori preferiscono cautelarsi prescrivendo cure ed esami clinici in misura maggiore di quanto sarebbe necessario. Questo comportamento, ovviamente, porta a maggiori costi per la collettività. Dunque, conclude Maggiorotti: “Il danno costituito dalle denunce infondate dirette ai medici finisce per ricadere anche sui cittadini".

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