La salute in Italia si paga meno

Se è vero che durante l'ultimo anno di crisi ben il 35% degli italiani si e' rivolto alle strutture sanitarie pubbliche per ridurre le spese sanitarie anche a fronte di attese più lunghe, è pur vero che la spesa medico-sanitaria pro-capite nel nostro Paese è tra le più basse dell'Ocse. Lo documenta lo studio "Health at a Glance 2009".

La crisi in pillole!
L'attesa vale la spesa. Questa l'opinione del 35% degli italiani che quest'anno hanno scelto di rivolgersi a strutture pubbliche per farsi curare. La percentuale sale al 40% tra gli anziani, al 41% tra i residenti nelle regioni del Centro, ad oltre il 47% tra i soggetti meno istruiti, senza titolo di studio o con la sola licenza elementare. A riportare la crescita della domanda per le cure dispensate dal Servizio Pubblico Nazionale è il Monitor del Forum per la Ricerca Biomedica e del Censis.

Nell'anno della crisi, continua il Censis, quasi il 18% degli italiani ha rinunciato a una o più prestazioni sanitarie (visite specialistiche, cure odontoiatriche, ecc.) per motivi economici. Il dato sale a circa il 21% tra i residenti nelle regioni del Centro, al 23,5% nel Sud, al 24,2% tra i 45-64enni, al 27,2% nelle grandi città, al 31% tra i possessori di titoli di studio più bassi.

Tra i dati allarmanti però anche il crescente rinvio delle prestazioni sanitarie meno urgenti. Quasi il 21% degli intervistati avrebbe ridotto l'acquisto di farmaci pagati di tasca propria: più del 23% dei 45-64enni, il 23,4% nel Mezzogiorno, il 28% dei residenti nelle grandi città, quasi il 29% dei meno istruiti.
Tra le rinunce, oltre alle prestazioni sanitarie, anche l'assunzione delle badanti. Il 7% circa degli italiani avrebbe infatti deciso di fare a meno della badante, per sè o per un familiare, a causa della crisi.

La spesa sanitaria in "soldoni"
Nonostante l'aumento di richieste di assistenza sanitaria pubblica però l'Ocse sostiene che la spesa sanitaria pro-capite italiana sia al di sotto della media dei paesi più industrializzati, con un 8,7% del Pil, contro l'8,9 per cento. La spesa pro capite nel 2007 è stata pari a 2.868 dollari contro la media Ocse di 2.984.

Stando alla radiografia dell'ente parigino il nostro sistema sanitario offrirebbe dunque "una buona copertura sui servizi di base" così come quelli di Olanda, Svizzera e Germania in cui si riesce a ridurre i costosi servizi di ospedalizzazione per la cura di alcune patologie croniche, come l'asma o il diabete. In graduatoria il paese che invece spende di più in salute sono gli Stati Uniti, mentre l'Italia si piazza a metà nella graduatoria. La penisola è 19esima su 30 paesi nei costi procapite e 16esima sull'incidenza delle spese della sanità rispetto al Pil.

Pole position per gli Usa anche sull'incidenza della spesa sanitaria su utta la ricchezza prodotta dal paese, con un 16% nel 2007. Seguono la Francia con l'11% e la Svizzera con il 10,8 per cento. L'Italia è invece 16esima con l'8,7 %, appena sotto la media Ocse (8,9%). «Per tutti i paesi ci sono opportunità di migliorare le performance dei sistemi sanitari, e per farlo non necessariamente bisogna spendere di più», ha rilevato il segretario generale Angel Gurria. Fanalini di coda sulle spese sanitarie sono Messico e Turchia: il primo ha una spesa procapite da 823 dollari l'anno, il 5,9% del Pil, la Turchia ha una spesa procapite da soli 618 dollari (ma il dato è del 2005), il 5,7 % del Pil.

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