Tempo di crisi, l'italiano tenta l'impresa

In difficoltà, ma non rassegnati. La Camera di commercio di Milano scatta una fotografia agli italiani e li vede così. Raccogliendo i dati sull'intera penisola, l'ente milanese ha evidenziato come nell'ultimo anno siano state aperte moltissime nuove imprese. Molto spesso, i nuovi imprenditori sono risultati essere ex dipendenti o ex studenti alle prese alla ricerca di una via d'uscita dalla difficile situazione lavorativa determinata dalla crisi economica.

510mila nuove imprese
Sono stati 510mila gli italiani che hanno pensato di reagire alla crisi aprendo una nuova attività imprenditoriale. Nello specifico, 315mila di queste imprese sono gestite da ex studenti, disoccupati ed ex impiegati. Il dato, che potrebbe essere interpretabile come il manifestarsi dello spirito d'iniziativa italiano, può essere letto, però, anche in un'ottica meno positiva. Quella di aprire un'azienda, infatti, in alcuni casi è una mossa obbligata dalle difficoltà economiche e cui si è spinti da un'atmosfera di generale insicurezza lavorativa.

Non solo per autonomia
Quali sono le prospettive con cui tanti italiani si sono lanciati in un'avventura imprenditoriale? A quanto pare, la voglia di indipendenza non è la principale motivazione dei neo-imprenditori. In 6 casi su dieci, infatti, la nascita di una nuova azienda si è configurata come l'unica strada percorribile per risolvere il problema del lavoro. Sono molti, insomma, gli "imprenditori per forza": solo l'8% dei nuovi lavoratori autonomi secondo le stime mostrerebbe di essere in possesso di una vera mentalità imprenditoriale.

Quanto investono gli italiani
Anche gli investimenti iniziali sulle nuove imprese dimostrano che diventare imprenditori è più una scelta d'emergenza che un percorso in cui si crede con convinzione. Un'azienda su 4, infatti, apre con meno di 5mila euro (la cifra minima indispensabile per compiere le spese per le pratiche burocratiche e l'acquisto delle attrezzature irrinunciabili).

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