Separiamoci... solo per risparmiare

Finché morte non vi separi? Il matrimonio, a quanto pare, non sempre va a finire così: secondo l’Associazione Matrimonialisti Italiani (Ami), infatti, in Italia ci sarebbe anche chi sceglie di sciogliere il sacro vincolo del matrimonio per motivi di convenienza economica. Come dire: le strade del Fisco sono infinite!

Tendenza segnata
Ogni anno, a “simulare” la separazione, al fine di godere di una fiscalità più leggera, sarebbero circa 8000 persone (il 5% dei nuovi separati complessivi). In poche parole, la coppia porta avanti le pratiche di separazione, ma poi continua a vivere sotto lo stesso tetto in maniera affiatata, avvantaggiandosi di una situazione fiscale favorevole.

La crisi di un’istituzione
C’è anche questo comportamento a determinare la più generale crisi dell’istituto del matrimonio nel Belpaese. Anno dopo anno, infatti, in Italia le schiere dei nuovi separati aumentano di 160mila unità e di 100mila quelle dei divorziati. Si tratta di un trend costante nell’ultimo decennio, cui si affianca una drastica riduzione nel numero dei matrimoni, scesi dai 400mila degli anni Settanta ai 240mila del 2009. Forse, sposarsi non conviene più?

E il divorzio conviene?
Se il matrimonio non sta bene, pure il divorzio zoppica. I dati diffusi dall’Ami testimoniano che delle 146mila persone separate in via definitiva solo 100mila divorziano, mentre la restante parte preferisce non farlo anche per motivi di carattere economico (oltre che religioso, sentimentale o genitoriale). In base alle stime dell’Associazione Matrimonialisti Italiani, inoltre, si può ipotizzare che un quinto totale dei coniugi italiani viva da separati in casa. La contingente crisi economica, infatti, spinge molte coppie a continuare a vivere sotto le stesso tetto nonostante la vita insieme non scorra più come un tempo.

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