Gioco e spero: è febbre per gli italiani

Parafrasando una celebre pubblicità, si potrebbe dire che agli italiani piace sperare di vincere facile. Nel Belpaese, infatti, si gioca molto e in qualsiasi forma: scommesse, giochi online, skill games, lotterie anche nei primi mesi del 2010 conoscono una crescita che pare non avere limiti. Proprio mentre in Italia il gioco virtuale sembra avviato verso traguardi d'altissimo livello, intanto, in altre parti del mondo i governi limitano per legge il campo d'azione dell'azzardo online.

In crescita continua
Per giochi e lotterie il 2009 è stato trionfale, illuminato da una raccolta complessiva pari a 54 miliardi di euro. Era difficile pensare che il settore potesse crescere ancora, invece, i dati relativi ai primi mesi dell'anno in corso parlano chiaro: l'espansione non si è ancora arrestata e da gennaio ad aprile gli italiani hanno speso alla ricerca della fortuna ben 20,3 miliardi di euro (il 15,4% in più rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente).

Internet: il trampolino della fortuna
Tra i motori della crescita del settore, riveste sicuramente un ruolo di preponderante importanza il gioco online. Nei primi quattro mesi dell'anno, gli italiani hanno giocato su internet per un valore pari a 1 miliardo e 780 milioni di Euro, il 51,7% in più di quanto avessero fatto nel 2009.

I fattori del boom
Da cosa è stata determinata una crescita tanto marcata? Difficile ridurre un fenomeno tanto complesso a un numero circoscritto di cause, tuttavia tra i principali fattori di crescita del "mondo del gioco" rientrano il perfezionamento dei sistemi di sicurezza del gioco voluti dall'Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato e dalla diversificazione delle possibilità di gioco. Se all'inizio del nuovo millennio, infatti, i giocatori italiani avevano poche possibilità per esercitare la propria passione, oggi le opportunità non mancano: gratta e vinci, nuove formule di gioco (Win for Life, ecc.), le slot machine, i giochi online, ecc.

Intanto, fuori confine...
Mentre in Italia i Monopoli di Stato si sfregano le mani di fronte al gruzzolo garantito dalla raccolta dei giochi, altrove i governi stanno prendendo le misure al gioco online perché non si trasformi in una ghiotta opportunità per le associazioni malavitose. Dal primo giugno, per esempio, negli Stati Uniti è entrata in vigore l'Uigea, Unlawful Internet Gambling Enforcement Act, un provvedimento con cui vengono vietate alle banche le transazioni di denaro e pagamento verso operatori di gioco. Una mossa pensata dall'amministrazione Bush e approvata da Obama al fine di contrastare il rischio che il gioco online si trasformi in un canale per riciclare denaro sporco. In Europa, il modello Usa è stato adottato anche dalla Norvegia, dove la legge impedisce alle banche di dare seguito a transazioni con operatori di gioco diversi dalla Norsk Tipping, la compagnia che gestisce il monopolio dei giochi nella nazione scandinava.

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