La pazienza degli automobilisti italiani

La relazione annuale del presidente dell'Isvap (Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni private e di interesse collettivo), certificando l'andamento dei premi delle polizze Rc-Auto, non renderà particolarmente entusiasti gli automobilisti italiani. Secondo quanto comunicato dall'Istituto, infatti, in Italia il costo di queste polizze assicurative è molto più elevato di quanto non sia in altri importanti Paesi dell'Unione Europea.

Il tallone d'Achille del sistema assicurativo
Per descrivere la situazione del comparto delle Rc Auto, Giancarlo Giannini, presidente dell'Isvap, non ha utilizzato parole tenere, identificandolo come il punto debole ("il tallone d'Achille", per la precisione) dell'intero sistema assicurativo. Con premi doppi rispetto a quelli che devono sostenere gli automobilisti tedeschi, francesi e spagnoli, le Rc Auto italiane tra l'aprile 2009 e l'aprile 2010 hanno fatto registrare aumenti a due cifre delle tariffe medie ponderate relativamente a tutte le tipologie di assicurati.

Aumenti ingiustificati
In alcuni casi, gli aumenti evidenziati dalle polizze sono sembrati totalmente fuori luogo. Nel Sud Italia, per esempio, giovani e neopatentati si sono trovati a dover affrontare premi assicurativi da 7mila euro per automobili di media cilindrata. Al verificarsi di tali episodi, l'Isvap ha opposto una reazione netta e decisa: "La valutazione dell'Autorita' sugli aumenti tariffari è nota e non può che essere ribadita: non è la risposta corretta, è solo la leva piu' immediata e a piu' rapido effetto in un mercato in cui il cittadino e' obbligato ad assicurarsi".

Le ragioni dei premi elevati e le inefficienze
A definire l'importo dei premi assicurativi concorrono vari fattori, alcuni dei quali - in riferimento alla realtà italiana - possono giustificare in certa misura gli aumenti registrati (stato delle strade, elevata gravità delle lesioni denunciate), tuttavia il presidente dell'Isvap rimarca come il confronto con gli altri Paesi europei debba condurre a un'attenta riflessione.
A parere di Giannini, per esempio, è impossibile chiudere gli occhi di fronte ad alcune inefficienze: "Nell'ultimo quinquennio la presenza degli uffici di liquidazione dei sinistri sul territorio e' diminuita del 30%; il rapporto tra reclami e sinistri e' peggiorato sul territorio del 77%; l'importo delle sanzioni e' cresciuto del 40%; il rapporto sinistri per dipendente continua ad evidenziare valori quasi doppi rispetto alla media nazionale nelle regioni del meridione, nelle quali aggiore dovrebbe essere il presidio".

  • shares
  • Mail