Il lusso non è tassabile

La Sardegna riapre definitivamente al lusso. Dopo tre anni, cade anche l'ultimo dei provvedimenti, varati dalla precedente giunta regionale, che componevano il pacchetto delle "tasse sul lusso". La bocciatura costituzionale della Consulta vale l'abrogazione della tassa sugli scali in porti e aeroporti sardi di yacht e aerei privati non isolani.

Tassazione incostituzionale
Il passo compiuto è rilevante e da segnalare: per la prima volta la Consulta basa il proprio giudizio di incostituzionalità su una sentenza europea emessa dalla Corte di giustizia Ue. Secondo i giudici di Bruxelles, infatti, il balzello imposto ai fortunati possessori di aerei e super barche non residenti in Sardegna sarebbe incompatibile con l'articolo 50 del Trattato europeo. In poche parole, discriminando tra residenti e non residenti nell'isola mediterranea (senza poter contare nemmeno sulla motivazione della tutela ambientale, in quanto i mezzi di trasporto dei non residenti inquinano quanto quelli dei residenti), la tassa sul lusso non garantirebbe la libera prestazione dei servizi. Accogliendo il pronunciamento dei giudici europei, la Consulta rileva l'incostituzionalità del balzello e ne impone la cancellazione.

Com'era la tassa?
L'estate parte bene, dunque, per quanti si spostano su barche da sogno o su aerei da turismo. Per fare scalo in Sardegna da giugno a fine settembre (questo era il periodo di validità della tassa), anche chi ha il domicilio fiscale fuori dall'isola non dovranno più pagare euro aggiuntivi. La tassa, ormai abrogata, era proporzionale alle dimensioni del mezzo e poteva arrivare fino a 1000 euro nel caso dei velivoli e a 15000 euro l'anno per le imbarcazioni di metratura superiore ai 60 metri (nessun prelievo era previsto per le soste tecniche e le barche che arrivavano in Sardegna per partecipare alle regate e quelle che sostano tutto l'anno nei porti isolani).

Il pacchetto di misure sul lusso
Quella su yacht e aerei privati non è che l'ultimo pilastro a crollare tra quelli che sostenevano l'impalcatura delle tasse sul lusso voluta dalla giunta Soru (sostituita, nella scorsa tornata elettorale, dalla giunta Cappellacci). Nel 2008, infatti, erano già state cancellate la maxi-Ici e la tassa sulle plusvalenze delle vendite sulle seconde case.

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