Sospensione dei mutui: tempo di bilancio

Vi ricordate la moratoria dei mutui, quella voluta del "Piano famiglie" partita dal primo febbraio scorso che prevedeva la sospensione della rata per un anno a favore di chi si trova a fare i conti con una rata divenuta troppo difficile da rimborsare? Ad oggi sono più di 15 mila le famiglie che hanno scelto di sospendere il proprio mutuo: questi dati si riferiscono ai mesi di Febbraio, Marzo e Aprile del 2010, per un importo di quasi 2,3 miliardi di euro.

L'iniziativa denominata è frutto di un accordo tra l'Abi e le Associazioni dei consumatori ed è rivolta a chi si trova a fare i conti con un mutuo divenuto troppo difficile da rimborsare. Pertanto a beneficiare dell'accordo sono coloro che hanno subito durante il 2009 o subiranno nel 2010 eventi spiacevoli come la perdita di lavoro, la cassa integrazione, una malattia invalidante o la perdita un familiare che produceva il reddito. La moratoria si applica ai mutui prima casa, anche in fase di preammortamento, e quelli cartolarizzati, di importo fino a 150mila euro e alle famiglie con reddito non superiore a 40mila euro che siano rimaste indietro con i pagamenti delle rate fino a 180 giorni.

Un calcolo dei risparmi
Grazie a questa sospensione ogni famiglia riesce a risparmiare in media 6.800 euro.
La sospensione del mutuo (la sospensione delle rate mensili da pagare ? debito che si ha verso la banca con cui si è stipulato il contratto) è quindi una delle soluzioni più adottate (circa il 91% delle persone interrompe il pagamento) in questo anno di crisi economica, che ormai, si sta abbattendo su quasi tutte le famiglie.

Secondo l'ultimo monitoraggio dell'Abi, fino ad oggi hanno deciso di sospendere il proprio mutuo soprattutto persone finite in cassa integrazione o in mobilità, in gran parte al Nord. In particolare, secondo i dati raccolti si evidenzia che


  • al Centro, circa il 19,2% delle famiglie ha ricorso alla sospensione delle rate;

  • al Sud e Isole, la percentuale delle famiglie tocca il 22,2%;


  • mentre per quanto riguarda il Nord è stato registrato un picco elevato del 58,7%.

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