Dura la vita dei fuori sede

In tempi passati – più o meno recenti – i genitori spingevano i figli a iscriversi all'università convincendoli che si sarebbe trattato di un investimento per il futuro. Al giorno d'oggi, però, con il mercato del lavoro che non premia più come in un tempo le lauree i conti rischiano di tornare, gettando minacciose ombre sulla convenienza dell'investimento. Come rivela un'indagine Sunia (Sindacato unitario nazionale inquilini e assegnati), questa è una prospettiva terribilmente concreta – a causa degli affitti – per gli studenti fuori sede.

Fuori sede, quasi fuori budget
La preparazione universitaria lontana da casa è una realtà per circa un terzo dei futuri dottori italiani. Per i giovani studenti, però, la ricerca e l'affitto di un appartamento rappresenta molto spesso una corsa ad ostacoli, che rischia di assorbire una gran quantità di risorse, mentali e soprattutto economiche. Il sito Studenti.it, per esempio, ha analizzato il peso delle spese d'affitto sul budget degli universitari: per circa il 44% degli studenti, l'affitto incide sul bilancio per una quota compresa tra il 50 e l'80%; per il 31% dei fuori sede, poi, la casa assorbe addirittura più dell'80% dei fondi a disposizione.

Occhio alle truffe
Poca regolamentazione, il dilagare degli affitti in nero, padroni di casa a volte senza scrupoli: ecco alcune delle difficoltà con cui devono fare quotidianamente i conti i "fuori sede". Nel mercato degli affitti, gli studenti rappresentano probabilmente l'anello più debole della catena: per questo c'è chi ha approntato un opuscolo che serva da guida contro le truffe orchestrate da proprietari di casa "troppo furbi". Sul sito Prontoconsumatori (www.prontoconsumatori.it) si può scaricare gratuitamente un vademecum che mette in allerta, informando su diritti e doveri degli inquilini, contro i raggiri e i costi nascosti che possono rendere il canone mensile insostenibile.

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