Il rogito diventa digitale e più veloce

Il Decreto approvato il 24 giugno sancisce il passaggio all'era digitale per i notai e i loro clienti.
A ben vedere si tratta di una vera e propria rivoluzione che alla carta antepone il digitale.

La novità
Infatti d'ora in poi i professionisti potranno leggere gli atti sul proprio computer, ricevendo in seguito dai loro clienti la sottoscrizione elettronica grazie all'apposita smart card e la firma dell'atto in presenza delle parti.
Come precisato da "Norme e tributi" de Il Sole 24 Ore attraverso i cambiamenti previsti dalle nuove regole il notaio sarà in grado di formare gli atti su carta e rilasciarli ai clienti, oltre che in originale cartaceo, in copia autentica cartacea ed elettronica.
Gli atti potranno essere anche creati su supporto digitale (file) e rilasciati ai clienti in copie originali autentiche (sia cartacea che elettronica).

La novità va ad aggiungersi ai nuovi obblighi sui rogiti del 1° luglio e in piccolo rappresenta una vera rivoluzione digitale per gli uffici di un settore che per lungo tempo ha usato come principale supporto quello cartaceo.

L'era digitale
Il registro degli atti passerà al digitale e pertanto i notai dovranno affiancare agli atti in forma cartacea anche quelli in formato elettronico. La firma digitale elettronica diventa così il principale strumento dell'attività del notaio e andrà utilizzata nei vari step della sua attività: dalla formazione alla conservazione degli atti. Il notaio riceverà una qualificazione della firma che in ogni momento aggiorna sul fatto che il professionista sia o meno abilitato ad esercitare la professione. Tuttavia va precisato che i clienti possono usare anche una firma elettronica non autenticata (scansione della firma autografa) in quanto basta la qualifica del notaio. In tal modo atto pubblico e scrittura privata autenticata elettronicamente vengono equiparati alla loro versione cartacea.

Grazie alla possibilità di effettuare i rogiti direttamente con la smart card tempi e costi si riducono notevolmente. Inoltre è previsto che tutti i documenti saranno riversati nell'archivio di Stato e finiranno in un unico database valido per tutta la categoria.

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