Crowdsourcing, nuova frontiera

C'e' chi dice che sara' un fenomeno diffuso nel prossimo futuro; altri, invece, ritengono che non sia nulla piu' che un'illusione suggerita dall'innamoramento per la tecnologia; qualcuno vi vede possibilita' di crescita, indicando come esempio il successo di Wikipedia; non pochi si dicono allarmati per l'impatto che potra' avere sulle prospettive lavorative future. Di cosa stiamo parlando? Del crowdsourcing, of course.

Di cosa si tratta
Realta' solida o fenomeno momentaneo che sia, il crowdsourcing e' un processo di lavoro in cui si cerca di sfruttare pienamente le potenzialita' offerte dalla rete telematica. Il neologismo coniato da Jeff Howard nel 2007, e' composto dai termini inglesi crowd (folla) e outsourcing (esternalizzazione). In poche parole, il crowdsourcing consiste nella scomposizione di un grande progetto in moltissime piccole unita' di lavoro, che vengono appaltate a una grande massa di lavoratori in tutto il mondo. Questi, lavorando da casa, portano a termine il proprio compito e, sfruttando la rete, inviano il risultato al datore di lavoro.

Qualche caso
L'emblema di questa organizzazione del lavoro e' senza dubbio Wikipedia, l'enciclopedia libera cui ognuno puo' fornire il proprio contributo. Soprattutto nel campo dei servizi e del customer care, pero', al giorno d'oggi non mancano esempi di imprese volte al profitto che fanno ricorso al crowdsourcing. Su Amazon Mechanical Turk, per esempio, e' possibile scegliere tra una grande moltitudine di micro-lavori da svolgere online, ognuno dei quali pagato qualche centesimo di dollaro.

In prospettiva...
Per numerose aziende, il crowdsourcing si e' presentato come un'allettante opportunita'. Tuttavia, bisogna rimarcare come non chiunque abbia le capacita' per sfruttare le potenzialita' dell'innovativa organizzazione del lavoro. Controllare tempi, costi e qualita' del servizio offerto, nonche' coordinare in maniera funzionale l'opera dei vari lavoratori, infatti, richiede una capacita' logistica non improvvisabile.

Sarà positivo?
Ponendosi nel campo dei lavoratori, invece, non puo' che suscitare qualche dubbio. Quale possibilita' di difendere i propri diritti potra' avere un lavoratore che si ritrovera' da solo, a casa, senza nessun contatto con i colleghi e – magari – inconsapevole della reale complessita' del progetto cui sta fornendo il proprio micro-contributo?

  • shares
  • Mail