Stage: a volte un salto nel buio

Lo stage, un trampolino verso il lavoro? Non sempre. Anzi, negli ultimi tempi, sembra che la via d’accesso al mondo del lavoro attraverso lo stage si sia notevolmente ristretta. Ciò è quanto risulta dall’undicesima indagine Gidp/Hrda, l’Associazione dei direttori risorse umane, sul tema Neolaureati e stage.

Stage: periodo di passaggio verso un altro stage
Oggigiorno, dopo la laurea o il conseguimento del diploma, l’esperienza dello stage è il primo passo da compiere in direzione del mondo del lavoro. I neolavoratori più fortunati arrivano – in questa forma – arrivano a percepire un compenso che si avvicina ai 1000 euro al mese, ma la stragrande maggioranza non spera i 500 euro. Sacrifici necessari per riuscire a dimostrare le proprie capacità e guadagnarsi, in seguito, un posto di lavoro stabile? Sotto questo profilo non tutto sembra scorrere nel migliore dei modi.

Indeterminato solo uno su 20
Secondo l’analisi condotta nello studio Gidp/Hrda, in base alle risposte fornite da 117 direttori del personale, lo stage rimane il canale principale per entrare in azienda (40%), ma ciò a cui porta (e solo nel 20%) non è nulla più che un contratto a tempo determinato. Il contratto a tempo indeterminato, infatti, spetta solo al 5% degli stagisti, una percentuale che risulta in diminuzione nel corso degli anni: nel 2004, infatti, il posto fisso veniva offerto al 20% dei neolaureati e nel 2009 tale

Un lavoro poco pagato
E se dallo stage non si guadagna un posto di lavoro stabile, è difficile che se ne ottenga una remunerazione di altro tipo. Nel 34% dei casi la retribuzione prevista non supera i 500 euro, mentre il 48% degli statisti riceve un compenso che va dai 500 ai 1000 euro.

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