Saldi? Qualcosa non va

Dopo quasi un mese dall'inizio delle svendite, l'andamento dei saldi si rivela non entusiasmante. Le vendite si attestano su livelli medio-bassi in tutto il Paese (per esempio, secondo i dati di Confcommercio si registra un +1% a Milano rispetto all'anno scorso, mentre in Emilia Romagna le vendite vengono definite "stabili, ma sottotono"). Sulle spese degli italiani, oltre alla recente crisi economica, potrebbe pesare - stando a quanto sostiene Adiconsum - anche l'anacronistica forma con cui le svendite vengono realizzate.

Perplessità dei consumatori
I saldi? Una tradizione anacronistica. Questo è il parere di alcune associazioni dei consumatori, Adiconsum in primis. Come infatti dichiarato dal Segretario Nazionale di Adiconsum, Pietro Giordano, è ormai anacronistico continuare con la normativa sui saldi quando ormai è sotto gli occhi di tutti come - sempre di più - tra "promozioni", "liquidazioni" e sconti vari, la normativa che regola i saldi di fine stagione appare un colabrodo".

Serve un rinnovamento
Secondo l'associazione infatti è arrivato il momento di liberalizzare realmente e progressivamente il mercato anche perché di fatto i commercianti effettuano sconti durante tutto l'anno, come avviene in occasione dei pre-saldi nelle settimane precedenti i saldi ufficiali.
Dello stesso avviso l'Aduc, secondo cui i saldi non esistono piu' perche' per tutto l'anno chiunque, quando lo ritiene piu' opportuno, fa sconti e promozioni.
"I saldi- riporta una nota dell'Aduc - sono un mero rito per far si' che commercianti e loro associazioni si strappino le vesti e continuino a svolgere il loro lobbismo per impedire che l'economia si liberalizzi".
In questo frangente l'Adiconsum lancia un invito alla Confcommercio ed alla Confesercenti affinché si apra un tavolo, con tutte le Associazioni dei Consumatori rappresentative e che si liberalizzi il commercio a tutela dei consumatori, ma anche dei commercianti seri "che non usano sotterfugi o concorrenza sleale".

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