Pacchetto Bersani, capitolo primo: libera farmacia in libero Stato!

farmaci_supermercato

Del caro-farmaci ne abbiamo già parlato a lungo su Soldi (post 1, post 2 e post 3)

Avevamo accennato a come, secondo una ricerca di Federfarma, l'Associazione che raggruppa i titolari di farmacie del Paese, la maggioranza degli italiani fosse contraria alla vendita di medicinali - quelli non soggetti a obbligo di ricetta medica - al di fuori del circuito delle farmacie.

Non é che, per caso, i Farmacisti avevano già annusato che c'era odore di cambiamento nell'aria?

Avevamo anche detto come, per dire basta al "monopolio delle farmacie", garantire la "concorrenza tra i distributori di farmaci" e abbassare i prezzi, l'on. Donatella Poretti, Rosa nel Pugno, aveva depositato alla Camera un progetto di legge per la liberalizzazione della vendita dei farmaci senza ricetta (Sop) e da banco (Otc). La proposta, é stata formulata in collaborazione con l'associazione Aduc, tra gli obiettivi principali, la trasparenza dei prezzi, maggiore reperibilità del farmaco, abbattimento dei costi.

Dunque fino alla settimana scorsa il dilemma era, liberare i farmaci o non liberare i farmaci?

A tagliare il nodo gordiano ci ha pensato ora il neo-Ministro Bersani!

Farmaci nei supermercati, più tassì con la stessa licenza, niente notaio per i passaggi di proprietà, abolizione dei tariffari minimi dei professionisti e poi class action, Rc Auto e conti correnti più trasparenti, acqua pubblica!

Il sempre libero Manifesto faceva giustamente notare, in una prima pagina senz'altro didascalica intitolata "Via libera", con una bellissima foto di una strada dell'Avana attraversata da un Taxi, che forse potremo uscire finalmente dalle Banche senza pagare gabella e che nei civilissimi mercati africani gli analgesici li si compra a pillola singola.

Cominciamo, allora, a prendere in esame la manovra più annunciata, quella dei farmaci, é ormai quasi due anni che se ne parla si era arrivati sotto il ministero Storace anche all'applicazione dei tanto attesi sconti, e mi verrebbe quasi da dire che i farmacisti questa volta se la siano proprio meritata, ma attenzione, siamo proprio sicuri che questa nuova manovrina sia un giro di vite contro tutte le associazioni e gli ordini professionali?

Riflettiamoci insieme (mi aspetto numerosa la vostra partecipazione!).

Cominciamo la nostra debacle, scorrendo le prime pagine delle Associazioni dei consumatori, a cominciare dall'Aduc, che resta cauta pur non mandandole a dire.
"I farmaci da banco nei supermercati? Bene, Ma come? Se e' il progetto della Coop, ci sta bene solo in parte, perche' ci sono ancora troppi ostacoli ad una concorrenza e ad un mercato che possa essere chiamato tale".

Aldo Soldi, Presidente delle Coop-Ancc é soddisfatto delle misure varate dal Governo, le Coop avevano infatti portato avanti la campagna "Farmaci più liberi a prezzi più bassi" sottoscrivendo la proposta di legge e poi raccogliendo attraverso una petizione 800.000 firme. Secondo le stime di Soldi i prezzi dovrebbero calare del 25% fino al 50%.

Si scaglia in difesa del decreto invece il Codacons. Apprezzamenti anche da Adiconsum.

Se andiamo a tirare le somme (eterni scontenti a parte) il decreto legge approvato dal Consiglio dei ministri venerdì scorso riconosce anni di battaglie delle associazioni dei consumatori. (Leggi)

Ecco in sintesi cosa cambierà sul fronte farmaci. (clicca qui per il testo del decreto)


  • Decreto: i farmaci da banco o di automedicazione non soggetti a prescrizione medica potranno essere venduti al pubblico presso gli esercizi commerciali, durante l'orario di apertura, con l'assistenza di uno o più farmacisti laureati ed iscritti al relativo ordine. (vietate le promozioni sui farmaci.) Cosa cambia: maggiori sbocchi occupazionali per i farmacisti laureati e iscritti all'Ordine ma disoccupati, niente più km per trovare la farmacia che fa il turno se dovete comprarvi una tachipirina.
  • Decreto: si prevede che lo sconto sul prezzo indicato dal produttore o dal distributore sulla confezione di ogni farmaco possa essere liberamente determinato da ciascun distributore al dettaglio, purché praticato a tutti gli acquirenti ed esposto in modo "leggibile e chiaro". Cosa cambia: é abolito il tetto massimo delllo sconto al 20% introdotto (e applicato?) dal precedente governo.
  • Decreto: scompare l'obbligo, per i grossisti di farmaci, di detenere almeno il 90% delle specialità in commercio per i medicinali non soggetti a rimborso da parte del servizio sanitario nazionale, fatta salva la possibilità del rivenditore dettagliante di rifornirsi presso un altro grossista. Cosa cambia: stop all'accumulo di scorte e quindi prezzi più contenuti.
  • Decreto: il farmacista può essere titolare di più farmacie, associarsi per gestire più esercizi e non é più tenuto a rispettare il confine territoriale provinciale per lo svolgimento della propria attività. Eliminata l'incompatibilità tra l'attività all'ingrosso e attività al dettaglio. Cosa cambia: in una parola sola CONCORRENZA!!!
  • Decreto: superamento del principio ereditario senza essere laureato ed iscritto all'albo. Cosa cambia: stop alle lobby familiari.

Aspettiamo numerosi i vostri commenti!

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