È piaciuto il piano famiglie

La moratoria dei mutui, che è entrata in vigore il 1° febbraio 2010 voluta da un accordo fra l'Associazione bancaria italiana (Abi) e le associazioni dei consumatori a beneficio delle famiglie con disagi economici, ha avuto successo. L'iniziativa, infatti, prevedeva la sospensione delle rate del mutuo nei confronti di quei soggetti che nel 2009 e nel 2010 hanno subito (o subiranno) eventi sfavorevoli quali la perdita del lavoro, l'ingresso in cassa integrazione, la morte o l'insorgenza di condizioni di non autosufficienza del sottoscrittore del prestito. Il direttore generale Abi, Giovanni Sabatini, è molto soddisfatto per l'efficienza e l'efficacia.

I numeri
Sul versante delle aziende, Sabatini ha fatto sapere cha l'iniziativa ha avuto successo in quanto "le prime anticipazioni relative a giugno 2010 portano l'ammontare delle quote di capitale sospeso e quindi la liquidita' rimasta nel sistema delle imprese a 11,2 miliardi: in sostanza, l'incremento di giugno è pari a 700 milioni. Segno che la procedura è efficace e che è stata corretta la scelta di prorogare la possibilita' di nuovi accessi fino al 31 gennaio del 2011. Anche se, con la progressiva uscita dalla crisi economica, l'intensita' delle richieste di sospensione della rata da parte delle imprese si sta attenuando".
Su Il Sole 24 ORE inoltre si legge che per quanto riguarda le famiglie, tra febbraio e giugno 2010 le banche hanno sospeso mutui per 3,2 miliardi a circa 24 mila famiglie: uno stop che permette a ogni mutuatario di avere a disposizione, in media, circa 6.800 euro in più, dal momento che la liquidita' aggiuntiva dei lavoratori per far fronte alla crisi è pari a 155 milioni di euro. Risultati molto apprezzati dall'Abi che ribadisce come questo strumento non solo stia funzionando molto bene, ma anche che l'area effettiva del disagio è fortunatamente minore rispetto a quanto preventivato all'inizio. In origine, infatti, si riteneva che lo sviluppo possibile delle richieste potesse aggirarsi complessivamente intorno alle 90mila. Invece, provando a estrapolare i dati che abbiamo fino al 31 gennaio prossimo, l'ordine di grandezza complessivo appare intorno alle 50mila domande di sospensione.

Lente di ingrandimento sull'Italia
Secondo i dati raccolti, la soluzione più frequente per le operazioni di sospensione ha riguardato l'intera rata nel 90% dei casi, mentre la causa più gettonata che ha determinato la necessita' di ricorrere a questa opportunita' nelle posizioni in bonis, vale a dire quelle senza ritardi nei pagamenti, è stata la sospensione dal lavoro o la riduzione dell'orario (come la Cig o la mobilita').
Mentre nelle posizioni con ritardo nei pagamenti, il motivo e' la cessazione del rapporto di lavoro subordinato.

In Italia
Il maggior numero di domande di sospensione del mutuo ammesse è al Nord, con il 58,5%; seguono Sud e Isole con il 22,2% e il Centro con il 19,3%. Come mai il Mezzogiorno, che è l'area nella quale il disagio economico e sociale delle famiglie è maggiore, non si piazza al primo posto nelle richieste.
Verra' prorogato anche il piano mutui per le famiglie: "Se restera' la situazione di difficolta' da parte delle famiglie - risponde Sabatini - le banche, che non si sono sottratte al loro ruolo di supporto nei confronti di imprese e famiglie, lo valuteranno nell'ambito del tavolo di confronto con le associazioni dei consumatori".

Cosa fare ben beneficiare della sospensione delle rate
Le domande per aderire alla moratoria potranno essere presentate fino al 31 gennaio 2011, purché la causa delle difficolta' finanziarie sia un evento accaduto tra il gennaio 2009 e il 31 dicembre 2010. L'accordo sulla sospensione delle rate di rimborso dei mutui prevede la sospensione per almeno 12 mesi, anche nei confronti dei clienti con ritardi nei pagamenti fino a 180 giorni consecutivi, e riguarda mutui di importo fino a 150.000 euro accesi per l'acquisto, costruzione o ristrutturazione dell'abitazione principale per clienti con un reddito imponibile fino a 40.000 euro annui.

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