Fisso e variabile: le diverse facce del mutuo

Mutuo: è meglio il fisso o il variabile? E' questa la domanda che più di ogni altra si pone chi decide di ricorrere al mutuo per l'acquisto di una casa. Per trovare la risposta opportuna, bisogna usare pazienza e attenzione, perché dalla decisione sull'accensione del mutuo per la casa deriverà un importante impegno economico per un lungo periodo. E in tempi come quelli attuali, in cui gli scenari economici possono cambiare in un battito di ciglia, il mutuo può trasformarsi in breve tempo da spesa a dannazione.
Sembra opportuno, dunque, riflettere con attenzione.

Come trovare il mutuo giusto?
E' questo il quesito intorno cui si sono interrogati anche a Corriere Economia, dove hanno stilato una lista di questioni chiave in vista del momento fatidico della firma del mutuo.
Secondo gli esperti, il primo aspetto da definire è l'identificazione dei vantaggi e dei rischi dei mutui variabili. Il vantaggio principale connesso alla fase attuale dell'economia è che i prestiti a tasso variabile non sono quasi mai costati così poco. E' questo - riporta Corriere Economia - il vantaggio principale connesso alla scelta di un mutuo a tasso variabile. Se nella prima parte del prestito aumenta sensibilmente il costo del denaro, anche la rata cresce in maniera sostanziosa. Se per esempio il tasso di partenza di un mutuo è pari al 4%, un aumento di due punti del costo del denaro rappresenta un aumento del 50% della quota interessi della rata. "Al contrario - precisa il Corriere - se invece parte al 2% un incremento di due punti significa aumentare gli interessi del 100%".

Due le strade percorribili nel caso di redditi più bassi: accantonare capitale per far fronte ad eventuali aumenti della rata e rinegoziare il finanziamento in caso di aumenti del costo del denaro.
La maggior fascinazione che il mutuo a tasso fisso esercita sui risparmiatori è quella legata alla certezza della rata. La certezza però in questi mesi si trova a fare a pugni con l'indiscutibile convenienza del mutuo variabile e al gap di quasi tre punti lo separa dal fisso.
Nonostante il costo del denaro risulti sui minimi, nelle ultime settimane si è assistito alla risalita dell'Euribor, indicatore del costo del denaro a breve termine spesso usato come tasso base per calcolare interessi variabili, come quello dei mutui. La situazione attuale secondo alcuni esperti non durerà ancora a lungo e non appena finirà gli effetti della crisi saranno finiti i tassi ricominceranno ad aumentare.
Il problema principale per chi si trova a rimborsare un mutuo è quello di sopportare gli aumenti delle rate, fatto che può risultare difficile se ci si è Indebitati al limite dei propri sforzi.
Paradossalmente secondo l'opinione di Corriere Economia si dovrebbe puntare sull'indicizzato quando si ha un buon reddito, chiedere il fisso quando ci si sta indebitando al limite.Ciò che davvero conta nei mutui non è tanto cercare di risparmiare il più possibile quanto individuare la rata più adeguata alla propria situazione finanziaria.

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