Federalismo fiscale in rampa di lancio

Il federalismo fiscale sembra ormai in dirittura d’arrivo, pur navigando a vista nelle perigliose acque della politica nostrana. I tecnici sono impegnati nella definizione degli ultimi dettagli: limati i particolari, poi, il provvedimento dovrebbe approdare sul tavolo dei leader politici, cui spetteranno l’ultimo esame, nonché il perfezionamento e l’approvazione. Il lavoro dei tecnici si concentra in particolar modo sugli ultimi tre decreti attuativi, riguardanti l’autonomia impositiva regionale e la definizione dei costi standard della sanità.

Quali novità
Secondo indiscrezioni, in questo passaggio, si sta studiando la tenuta di un sistema che prevederebbe l’introduzione dell’Iva territoriale, l’Irap manovrabile e una maggiore quota dell’Irpef alle regioni. Inoltre, dai decreti attuativi si attendono anche chiarimenti riguardo la tassa sulla circolazione stradale e la devoluzione di una parte degli introiti del bollo auto alle province.

Problemi
Se con in sindaci e i comuni l’accordo sembra raggiunto grazie all’attribuzione delle imposte sulle casa e della nuova imposta unica, rimangono ancora sul tavolo alcune questioni spinose relativamente alle tasse delle regioni. In prima istanza, si pensa di innalzare la quota di compartecipazione al gettito Iva (oggi al 44,7%), che non verrà più calcolata sui dati Istat a conuntivo. Per raggiungere i 130 miliardi che abbisognano ai bil.anci regionali, poi, verrà rimodulata la quota Ire (addizionale al momento fissata all’1,4%)
Il destino dell’Irap, invece, sarà deciso dai governatori delle singoli regioni in base alle capacità di risparmio sulla spesa.
Le province, infine, si vedono assegnati i tributi relativi ai trasporti su gomma, le imposte sui contratti rca e sulle compravendite dei veicoli.

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