La laurea e il lavoro

Per ottenere un’occupazione continuativa meglio la laurea quinquennale

Oggi come oggi, decidere bene sul proprio corso di studi non significa solamente assecondare personali capacità e inclinazioni nella scelta della laurea da conseguire, ma anche riconoscere se sia il caso di fermarsi dopo avere raggiunto la laurea triennale oppure proseguire tra libri e lezioni alla volta di quella quinquennale. Tutte queste decisioni, ovviamente, sono da prendere non perdendo d’occhio il mondo del lavoro e gli sbocchi professionali che offre. Ma, a qualche anno dall’entrata in vigore della legge che ha riformato l’università italiana, laureati triennali e quinquennali hanno le stesse opportunità nel rapporto con il lavoro?

Laurea lunga: più facile trovare un’occupazione continuativa
Analizzando i dati riscontrati sul mercato, il primo dato che balza all’occhio è che nel 2007, a tre anni dal conseguimento del titolo, lavora il 73,2% dei laureati di entrambi i tipi. Con riferimento all’intero campione, però, si nota come a essere impegnati più frequentemente in un lavoro continuativo dopo la laurea siano i laureati in corsi lunghi (56,8%, contro il 48,5% fatto registrare da quanti sono in possesso di lauree brevi).

Non tutte le lauree pari sono uguali
A introdurre ragioni di differenza nel corpus dei laureati italiani non è solo la durata della laurea, ma anche il tipo di corso di laurea seguito. Ad avere trovato un’occupazione a tre anni dal conseguimento del titolo di studio sono soprattutto i laureati dei gruppi di ingegneria (81,3%), chimico-farmaceutico (73,7%), economico-statistico (65,7%). In fondo alla classifica delle lauree che più facilmente aprono le porte del mondo del lavoro si trovano quelle del gruppo giuridico e del gruppo medico. Tra i dottori in legge e in medicina, infatti, rispettivamente solo il 38,1% e il 24,2% hanno un lavoro continuativo (le basse percentuali, tuttavia, si spiegano anche con i corsi di specializzazione e il periodo di praticantato che si devono affrontare dopo avere conseguito la laurea in queste due aree).

Le migliori triennali
Restringendo l’analisi al solo campo delle laurea triennali, le cose cambiano sensibilmente. In questo caso, infatti, a tre anni dal conseguimento del titolo hanno un’occupazione continuativa soprattutto i laureati dei gruppi linguistico (58,6%), medico (55,7%), insegnamento (55,6%) e in particolar modo gli operatori delle professioni infermieristiche e ostetriche (72,4%).

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