Italiani: cicale o formiche?

Un paese di cicale e formiche l'Italia, almeno stando ai recenti dati dell'"Osservatorio su Risparmi degli italiani" di Ing Direct.
Secondo infatti una ricerca commissionata a Gfk Eurisko pubblicata dal quotidiano "Il Giornale" circa sei italiani su dieci riescono a risparmiare.

La crisi infatti e le sue conseguenze hanno portato gli italiani ha una maggiore oculatezza sui loro acquisti.
A farne le spese, è proprio il caso di dirlo, i vestiti, la telefonia e le auto che risultano i settori più colpiti dalle nuove abitudini di consumo delle famiglie che però non rinunciano al cibo di qualità e alle vacanze.

Tuttavia secondo i dati a disposizione della Federconsumatori l'indebitamento per consumi delle famiglie è aumentato.
Le famiglie italiane secondo i dati a disposizione dell'Associazione, nel corso degli anni, hanno raddoppiato l’indebitamento da circa 48 miliardi del 2002 ai circa 100 miliardi odierni complessivi. "Ciò è andato di pari passo - dichiara Federconsumatori - non come si è sostenuto per un processo di omogeneizzazione con gli altri paesi sviluppati, bensì per una progressiva diminuzione del potere di acquisto delle famiglie e per poter mantenere intatti gli standard di vita".
Dall'altra parte si è registrata, nel 2009, una forte diminuzione dell’11% della richiesta di credito dovuta alla forte contrazione degli acquisti rateali.

Tradotto: "le famiglie con un potere di acquisto in forte calo, hanno deciso, naturalmente contro la propria volontà, di diminuire lo standard di vita".
Una tendenza al risparmio quindi obbligata, dato che emerge anche dall'indagine di Gfk Eurisko che ha fotografato un Paese attento sì a cosa spende ma anche poco propenso a rinunciare al divertimento.

Sul fronte bancario emerge la tendenza a immobilizzare il proprio denaro (circa il 63%) mentre il 28% circa dichiara di affidarsi ai conti deposito e il restante 9% ai fondi di investimento.
Emerge anche un Paese diviso quasi equamente in quanto se da una parte 6 italiani su 10 risparmiano, la restante parte continua con le proprie abitudini di consumo.

Altro dato importante infine 6 italiani su 10 hanno dichiarato di percepire la propria situazione "stabile" rispetto all'annno scorso mentre la parte rimanente dichiara di aver peggiorato le proprie condizioni.
Con uno sguardo verso il futuro sono cresciuti gli ottimisti (dal 2% al 5%), i pessimisti sui prossimi mesi si attestano al 33% degli intervistati mentre il 65% non si attende grandi cambiamenti nella restante parte dell'anno.

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