Mercato immobiliare e mutui in crescita, ma bisogna sorridere?

L'Istituto di statistica nazionale svela i dati sull'andamento del mercato immobiliare nel corso dei primi mesi di quest'anno e si scopre che, rispetto al 2009, stiamo assistendo a una leggerissima ripresa. Compravendite e mutui aumentano, non tutti però fanno mostra di ottimismo: secondo il Codacons, per esempio, le statistiche dimostrano che l'Italia è ancora in piena crisi.

Torna il segno più
Nei primi tre mesi del 2010, lo attestano i dati raccolti dall'Istat, le compravendite immobiliari sono state pari a 190.728, ossia il 2,3% in più rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Si tratta della prima volta dal 2007 che tale indicatore mostra variazioni tendenziali.
Un analogo andamento è quello fatto registrare dal mercato dei mutui. Nell'inizio del 2010, i mutui sottoscritti sono aumentati del 13,7% rispetto al primo trimestre del 2009, dando seguito alla fase di ripresa iniziata negli ultimi tre mesi dell'anno passato.

Ancora non siamo alla piena ripresa
Tanto nel caso delle compravendite quanto in quello dei mutui, tuttavia, il mercato non ha ancora raggiunto i livelli toccati nel periodo precedente la crisi. Come segnala l'Istat stessa, infatti, per quanto attiene le compravendite: "È importante sottolineare che il primo trimestre 2009 era stato contrassegnato dalla maggiore contrazione delle compravendite avvenuta negli ultimi anni (-16,1%), per cui l'inversione di tendenza osservata nei primi tre mesi del 2010 ancora non riporta il volume delle transazioni ai valori precedenti la caduta". La stessa crescita registrata nel settore dei mutui è insufficiente a riportare il mercato ai livelli antecedenti la discesa.

Preoccupazioni del Codacons
Uno sguardo molto critico sui dati è quello lanciato dall'associazione dei consumatori Codacons, secondo cui l'aumento dei mutui stipulati in Italia non indica affatto una ripresa, ma piuttosto è un indice della crisi in atto. Secondo il Codacons, infatti: "L'aumento dei mutui si registra principalmente per via dei bassi tassi di interesse legati alla recessione. I tassi di riferimento per i mutui, come ad esempio l'Euribor, dopo aver superato il tetto storico del 5% nel settembre 2008, con lo scoppio della crisi sono progressivamente scesi e nei primi 3 mesi del 2010, a cui si riferiscono i dati Istat, fluttuavano al loro minimo, tra lo 0,3% e l'1,2% (oggi stanno risalendo, anche se di poco, tra lo 0,5% e l'1,4%). Ovvio che chi doveva fare un mutuo ha cercato di stipulare il contratto in questo periodo di tassi favorevoli". Per l'associazione dei consumatori, tuttavia, il fatto che le compravendite di immobili a uso economico continuino a registrare andamento negativo (-5,1%) sarebbe la prova provata che la crisi non è ancora superata.

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