Cedolare secca: una pagina nuova per gli affitti

Dopo aver completato il complesso iter legislativo, dal primo gennaio 2011 entrerà in vigore la cedolare secca sugli affitti. Un provvedimento che ha suscitato commenti da più parti, dando luogo a letture contrastanti.

Cos’è la cedolare secca
Con il nuovo regime sarà previsto un prelievo diretto in percentuale sul canone d'affitto in sostituzione di tutte le altre tassazioni (come Irpef e imposta di registro). In pratica, la tassazione sugli affitti sarà proporzionale al canone pattuito, slegandosi dai redditi del proprietario dell'immobile. La percentuale stabilita e' pari al 20%.

Le novità
Nei mesi scorsi sono state effettuate diverse stime degli effetti che l'introduzione della cedolare secca avrà sul settore degli affitti. Secondo il Sole24Ore, per esempio, aderendo alla cedolare secca i proprietari potranno beneficiare in media di un risparmio del 22,6% rispetto alla tassazione attuale. Poiché oggi gli affitti vengono tassati in base all'aliquota marginale Irpef, applicata sull'85% del canone, dipendono dal reddito del proprietario. In media gli italiani che danno in affitto una casa pagano oggi all'erario il 30,4% del canone riscosso. In virtù del nuovo sistema di prelievo, che si applicherà sull'intero canone (senza lo sconto a forfait del 15% che oggi ripaga il proprietario per le spese di manutenzione), si determinerà uno sconto medio del 22,6% rispetto al regime tradizionale.

I dubbi degli inquilini
Le associazioni degli inquilini ritengono che il provvedimento finirà per andare a loro danno. Secondo il segretario dell'Unione Inquilini, Walter De Cesaris, se non verranno introdotte alcune modifiche al testo approvato, le conseguenze sociali della cedolare secca potrebbero essere gravissime. Spiega De Cesaris: "La normativa attuale sulle locazioni si fonda su una tassazione differenziata tra canale contrattuale libero e canale contrattuale agevolato, fondato sulla contrattazione collettiva dei canoni attraverso una convenzione nazionale e accordi territoriali. In tal modo, i proprietari godono di un beneficio fiscale (portano in detrazione il 40,5% del canone percepito e possono godere di ulteriori agevolazioni da parte dei comuni in materia ICI) se stipulano contratti di affitto con canoni calmierati rispetto al mercato privato". Eliminando le differenze di tassazione tra contratti calmierati e contratti liberi, dunque, la cedolare secca finirebbe per lasciare attivo solo il canale contrattuale del libero mercato, portando a un incremento degli affitti e - di conseguenza - degli sfratti per morosità.

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