Sgonfiare le bollette con un po’ d’attenzione

L’Autorità per l’energia elettrica e il gas commina 1,8 milioni di euro di sanzioni a 5 società per violazione delle norme sulla trasparenza delle bollette e le associazioni di consumatori – di riflesso – invitano gli italiani a tenere gli occhi ben aperti sulle bollette, pronti a far valere i propri diritti e a far rispettare quanto previsto in tema di trasparenza.

Sospettare è meglio
La domiciliazione bancaria delle bollette è un metodo di pagamento che leva molti pensieri, ma espone a qualche rischio. In poche parole: si è certi di pagare, ma talvolta si trascura quanto e per cosa si paga.

Lasciando che le bollette vengano addebitate direttamente sul conto corrente, secondo le associazioni di consumatori, è più difficile tenere sotto controllo l’esattezza di quanto addebitato. Il rischio, dunque, è quello di pagare “bollette gonfiate”.

A pensare male si fa peccato, ma spesso ci si indovina
Vivere sempre in allerta è fastidioso, ma può rivelarsi utile per non rimanere vittime di raggiri. Il sospetto che le grandi imprese fornitrici di energia elettrica e gas cerchino profitti non dovuti manovrando sulle bollette non è infondato, nel nostro Paese.

Recentemente, l’Autorità garante per l’energia elettrica e il gas ha comminato a 5 società (Edison Energia, Enel Energia, Eni, Sorgenia e Hera Comm) l’equivalente di 1,8 milioni di euro di sanzioni per violazione delle norme sulla trasparenza delle bollette.

Un provvedimento non isolato: nel 2009, infatt, il Garante – ritenendo che mettessero in atto pratiche commerciali scorrette – ha sanzionato le imprese fornitrici di energia elettrica e gas per 1 milione e 130mila euro.

I rimedi alle fregature
Vista la frequenza con cui le imprese del settore gas ed energia elettrica vengono “pizzicate” dal garante, l’Adiconsum allerta i consumatori: se si vuole essere certi di non essere destinatari di “bollette gonfiate” è necessario tenere gli occhi sempre ben aperti.

Nel caso in cui, controllando la bolletta, ci si accorgesse che le differenze tra consumo presunto e consumo effettivo sono significative non bisogna pagare, ma presentare reclamo. Qualora la protesta rimanesse senza risposta – o venisse respinta –, sarebbe opportuno contattare un’associazione dei consumatori, dando il via a una procedura di conciliazione (tramite cui si arriverà al rimborso delle somme pagate in eccedenza senza attendere il conguaglio).

Adiconsum invita inoltre i consumatori a tenere d’occhio i tempi dell’invio della bolletta. In alcuni casi, infatti, può accadere che questa venga spedita quando sono già scaduti i termini di pagamento, portando a un inevitabile addebito – sulla bolletta successiva – della sanzione per ritardato pagamento. Adiconsum invita anche chi rimane intrappolato in questo meccanismo a rivolgersi a un’associazione dei consumatori o alla stessa Autorità garante, così da accertare se si tratti di un caso isolato o di una pratica commerciale scorretta.

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