Teleriscaldamento: l’alternativa esiste

Il freddo invernale è alle porte. La prospettiva spaventa non solo i freddolosi. L’arrivo della brutta stagione, infatti, coincide con l’impennata delle bollette del gas: i termosifoni si riavviano e il contatore riprende a macinare scatti. Quest’incubo, però, potrebbe non riguardare quanti abitano in una città in cui sia attiva una rete di teleriscaldamento. In tal caso, è possibile dire addio alla caldaia e vedere scendere considerevolmente le spese per l’utilizzo di gas.

Il teleriscaldamento
Come si legge nella rispettiva pagina di wikipedia, il teleriscaldamento è una forma di riscaldamento (di abitazioni, scuole, ospedali ecc.) che consiste essenzialmente nella distribuzione, attraverso una rete di tubazioni isolate e interrate, di acqua calda, acqua surriscaldata o vapore (detti fluido termovettore), proveniente da una grossa centrale di produzione, alle abitazioni con successivo ritorno dei suddetti alla stessa centrale.

Salutando il gas come risorsa per produrre il calore, chi decide di connettersi a una rete di teleriscaldamento sostituirà la tradizionale caldaia (singola o condominiale) con uno scambiatore di calore, che ne rileverà il ruolo.

Per alimentare l’impianto di riscaldamento domestico, con il teleriscaldamento non si ricorre ad acqua scaldata nella centrale termina domestica, bensì in un impianto che rifornisce un gruppo di edifici attraverso una rete di tubature che trasportano calore.

I vantaggi del teleriscaldamento
La scelta del teleriscaldamento garantisce numerosi vantaggi a chi la compie, alcuni di ordine economico, altri attenenti alla sfera pratica. Per quanto riguarda la gestione e la manutenzione dell’impianto domestico, per esempio, si segnala che:


  • rispetto a una caldaia, uno scambiatore di calore è uno strumento che fornisce all’utente energia termica sicura. Al suo interno, infatti, transita esclusivamente acqua calda e, pertanto, richiede una manutenzione quasi nulla e può essere installato ovunque (bypassando il problema dei vincoli cui è sottoposta la caldaia);
  • in caso di transito da un sistema tradizionale a uno a riscaldamento, non vi è alcun bisogno di adeguare il circuito termoidraulico, che rimane identico. L'anello chiuso che alimenta con acqua calda i radiatori, o qualunque altro elemento scaldante, non sarà modificato e il sistema di controllo a termostato sarà perfettamente compatibile.

I limiti
Ovviamente, il teleriscaldamento sconta anche dei limiti, che in alcuni casi sono molto rilevanti. Non si può trascurare, infatti, che gli utenti possono attivare immediatamente un sistema basato sul teleriscaldamento solo dove è già presente e funzionante una rete di distribuzione di tale tipo. In caso contrario, tutto quel che possono fare i cittadini è richiedere all’amministrazione locale e alle aziende energetiche del luogo di residenza di rendere fruibile il servizio.

Nonostante l’Italia sia ancora indietro in questo campo, nel Nord del Paese la realtà del teleriscaldamento inizia ad affermarsi: complessivamente sono disponibili 12 sistemi di teleriscaldamento, per oltre 200 milioni di metri cubi serviti per riscaldamento e usi sanitari (l'equivalente di 885mila appartamenti). Tra le principali città in cui il teleriscaldamento è già una possibilità concreta figurano: Milano, Brescia, Bergamo, Torino, Genova, Parma, Reggio Emilia.

Un sistema in evoluzione
Già affermato nel Nord Europa, mentre si fa strada nel nostro Paese, il teleriscaldamento si sta evolvendo. L’Airu (Associazione italiana riscaldamento urbano), per esempio, sta cercando di promuovere la nuova versione delle reti di teleriscaldamento, non più basate su pochi punti di produzione, ma su sistemi ove tubi e scambiatori permettoro di sfruttare energia termica ricavata da biomasse, da termovalorizzazione o cogenerazione, da realtà industriali che hanno bisogno di smaltire calore, da pozzi geotermici e da veri e propri campi di solare termico.

Strutturata in questo modo, la rete interconessa scolora le differenze tra produttore e consumatore e sfrutta la possibilità di ricevere contributi energetici provenienti da più direzioni, limitando l’utilizzo di combustibile fossibile.

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