Pensioni: gradini che fanno “inciampare”

PensioniVai in pensione oggi ma la pensioni la percepisci tra un anno. Questo il risultato di una manovra estiva che prevede per i lavoratori dipendenti uno slittamento di 12 mesi per il trattamento pensionistico di anzianità e vecchiaia. Ed è corsa ai ripari per i pensionati che fanno segnare un record per le richieste di pensionamenti anticipati. In soli dieci mesi, tra gennaio e ottobre, le uscite anticipate dal lavoro sono state 155.440, a fronte delle circa centomila liquidate nell’intero 2009. Un aumento del 54%.

Nuove regole, vecchi malumori

Si stava meglio quando si stava peggio direbbe qualcuno. A partire dal gennaio prossimo entrano infatti in vigore le nuove regole per l’accesso alla pensione, con una sorta di doppio scalino: non solo sarà necessario raggiungere la cosiddetta «quota 96» - 61 anni d’età e 35 di contribuzione - ma, una volta raggiunti i requisiti, bisognerà attendere la prima finestra utile, almeno 18 mesi più tardi. In sostanza, questo significa che per andare a riposo sarà necessaria almeno un’età di 62 anni e mezzo.Gli uomini che non hanno i requisiti contributivi per l'anzianità e devono aspettare l'età di vecchiaia (65 anni) usciranno quindi a 66 (i dipendenti mentre per gli autonomi ce ne vorranno 66 e mezzo).

Donne verso la parità

Le nuove regole di fatto cancellano la pensione di anzianità per le donne lavoratrici del settore privato che potranno uscire dal lavoro dopo i 60 anni, età già prevista per la pensione di vecchiaia. Diversa la situazione invece per le impiegate nel pubblico che hanno un requisito anagrafico per il 2011 per la vecchiaia di 61 anni (65 dal 2012). Per loro sarà ancora possibile l'uscita anticipata per anzianità con 60 anni di età e 36 di contributi. A entrambe le categorie comunque si applica la finestra mobile e quindi un anno di attesa una volta raggiunti i requisiti anagrafici e contributivi.

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