Evasione: il fisco affina il fiuto!

Fiuto del fisco E’ aperta la caccia all’evasore ed è senza esclusione di colpi, parola di Agenzia delle Entrate. Sherlock dell’evasione, il Fisco si affida ad un tracciato di indizi sospetti. Finiscono quindi sotto la lente l’importo del mutuo, i movimenti bancari, le dichiarazioni degli acquirenti, i beni di lusso, mentre viene depennato dall’elenco il valore legale delle quotazioni Omi (Osservatorio del Mercato Immobiliare).

L'accertamento sintetico

Ariete di sfondamento del problema dell'evasione è il così detto accertamento sintetico, sorta di studio di settore per famiglie con cui il Fisco stabilisce che se il contribuente sostiene un determinato ammontare di spese a fronte di esse deve avere un reddito “ credibile” .
Introdotto dall'Art. 22 del Dl 78/2010, il nuovo strumento valutativo prenderà in considerazione ai fini dell'accertamento: i pagamenti ratelai del mutuo, il pagamento di canoni di locazione finanziaria, abitazioni di lusso, auto di lusso e natanti da diporto, pagamento canoni di affitto per posti barca, sostenimento spese di ristrutturazione di immobili, sostenimento di spese per arredi di lusso, pagamento di quote di iscrizioni a circoli e club privati, pagamento rette consistenti scuole private, assidua frequentazione di case da gioco, partecipazione ad aste, frequenti viaggi e crociere, acquisto di beni di particolare valore e pregio, disponibilità di quote di riserva di caccia e pesca, hobby particolari e costosi .

Altro indiziato importante è il costo del leasing. Può infatti capitare che un lavoratore dipendente a fronte di un reddito annuo dichiarato di 16.300 euro abbia un’uscita di 35 mila euro per il leasing di un natante e un’altra di 18 mila euro per le rate del mutuo. Quando i conti non tornano scatta il campanello rosso.

Beni di lusso nel mirino

Uno dei parametri più evidenti della vera ricchezza è dato dall’automobile che si possiede. Nei primi dieci mesi di quest’anno sono state vendute in Italia oltre 260 mila vetture con un costo da 50 mila euro in su, in particolare 215 mila auto del segmento D (modelli più diffusi l’Audi A4 e la Bmw Serie 3), quasi 40 mila nel segmento E (auto come la Mercedes classe E, la Bmw serie 5 e così via) e 5.226 auto nel segmento F (Porsche, Ferrari, Maserati e simili). In generale, rispetto all’anno scorso per le case automobilistiche c’è una contrazione delle vendite, ma nei tre segmenti più costosi la contrazione è assai minore.

Senza parlare poi degli yachts…secondo uno studio di Contribuenti.it di qualche mese fa, elaborato su dati de Lo Sportello del Contribuente e del Ministero delle Finanze, è emerso che la metà degli italiani dichiara non oltre 15.000 euro annui e circa due terzi non più di 20.000 euro; di contro, solo l'1% che dichiara oltre 100 mila euro e lo 0,2% più di 200mila euro.
Una fotografia che stride notevolmente con i dati relativi ai consumi dei beni di lusso. La spesa per i cosiddetti "passion investiments" è cresciuta in Italia nel 2009 del 2,4% e nel primo semestre del 2010 del 4,8%. I ricchi nullatenenti ed i poveri possidenti hanno continuato a destinare nel 2010 buona parte della propria spesa nell'acquisto di beni di lusso tradizionali come auto di grossa cilindrata, yachts, gioielli e oggetti d'arte, nonostante l'introduzione del nuovo redditometro da parte del fisco.

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