Consumi sotto la lente del Fisco, arriva lo Spesometro

Controlli Fisco Affila i denti l’Agenzia delle Entrate, che darà inizio ad uno stretto monitoraggio sui consumi contro l’evasione fiscale. Battezzato “Spesometro”, il giro di vite sui pagamenti che supereranno una certa soglia dovrebbe scattare dal prossimo anno. Le nuove normative obbligheranno, infatti, gli operatori economici a trasmettere al fisco i dati dei propri clienti che hanno effettuato degli acquisti pari o superiori ad una cifra ad oggi non ancora stabilita, ma che, secondo le ipotesi dovrebbe essere fissata in circa 3000 - 3500 euro, attraverso un provvedimento dell’Agenzia delle Entrate.

I conti in tasca agli Italiani

L’accertamento sintetico sulle capacità di spesa dei contribuenti è giustificato dal principio di presunzione reddituale: in parole povere agli occhi del Fisco più sono i consumi di un determinato contribuente, maggiore deve essere il suo reddito per poterli sostenere.
Queste innovazioni anti-evasione saranno prossimamente emanate nel provvedimento sulle comunicazioni previste dal decreto sulla manovra economica , precisamente l’art.21 del Dl 78/2010 e avranno effetto dal prossimo anno.
Per quanto riguarda i privati, la comunicazione dovrà essere inviata nell’anno 2012 in relazione alle transazioni effettuate nel 2011, di conseguenza gli effetti del provvedimento saranno attivi da subito. Dal primo gennaio 2011, infatti, tutti i soggetti Iva (dunque negozianti, albergatori ed ogni genere di operatore commerciale che può ritrovarsi a vendere beni e servizi dal costo pari o superiore ai 3.000 euro) avranno l’obbligo di richiedere all’acquirente il codice fiscale per l’invio dei dati all’Agenzia delle Entrate.

C’è inoltre da sottolineare che nel Decreto Legislativo non si fa riferimento esclusivamente alle fatture, ma in maniera più generale alle “operazioni”, dunque anche le transazioni giustificate semplicemente con scontrino o ricevuta fiscale saranno soggette all’obbligo della comunicazione.

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