Multe più salate col nuovo anno

Multe2011 col botto per le amministrazioni comunali pronte ad incassare l’adeguamento biennale all’inflazione sulle multe stradali. Dal 1° gennaio infatti le sanzioni subiranno maggiorazioni nell’ordine del 3,5% (meglio dell’anno scorso potrebbe dire qualcuno). Il rincaro si calcola, precisa il Sole 24 Ore, in base alla media nazionale Istat dell'andamento dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati, ma può essere applicato solo alle sanzioni che sono rimaste invariate per tutto il biennio: si escludono quindi quelle inasprite nel frattempo, sostanzialmente con la riforma del codice dell'estate scorsa e con il pacchetto sicurezza del 2009.
In poche parole gli aumenti non scatteranno sulle multe per chi trucca motorini o microcar, vìola i blocchi del traffico, supera i limiti di velocità di più di 40 km/h, commercializza pezzi non omologati o non rispetta i tempi di guida e riposo per gli autisti di mezzi pesanti. Tutto invariato anche per alcol e droga.

Contrariamente a quanto previsto dalla riforma, è quasi certo che non scatterà dal 2011 l'obbligo di devolvere agli enti proprietari delle strade il 50% dei proventi delle multe per eccesso di velocità: il decreto ministeriale attuativo è in ritardo.

Multe a misura di reddito

L’auto, mormora qualcuno, è diventato un bene di lusso e allora perché non adeguare le sanzioni al reddito come già avviene in Austria, Finlandia e Svizzera? Secondo Giovanni D’Agata, componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori e fondatore dello “Sportello dei Diritti”, le multe non tengono in considerazione il reddito del trasgressore che può incidere fortemente sul bilancio familiare di quel mese. Questo rappresenterebbe, sostiene D’Agata, la violazione dell’art. 3 della Costituzione che fa riferimento alla discriminazione delle capacità finanziare tra coloro che grazie al proprio censo possono pagare e chi invece meno abbiente viene messo in ginocchio. In Europa alcuni stati, per esempio in Austria, in Svizzera, l'importo delle multe è proporzionale al reddito del trasgressore.

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