Rc Auto: l’Isvap ci dà un taglio!

Rc auto Le impennate tariffarie hanno prosciugato la pazienza e le finanze degli automobilisti. Le polizze Rc Auto sono aumentate del 180% nel giro di 15 anni, lo sottolinea il Codacons. Secondo l’Isvap per frenare la folle corsa dei prezzi basterebbe inserire alcune piccole modifiche al regolamento assicurativo. L’Istituto avrebbe infatti sottoposto a Governo e Parlamento un decalogo di proposte per ridurre l’onere del servizio (nell’ordine del 15-18%). Qualcuno mormora che per arrestare le accelerazioni di prezzo basterebbe abrogare l’obbligatorietà delle polizze come succede già in altri paesi.

Tariffe che sbandano

L'intervento dell'autorità è reso più urgente dalle sue ultime rilevazioni, non ancora rese pubbliche, sull'andamento del ramo dell'assicurazione obbligatoria. Nel 2010 il profilo più diffuso dell'automobilista quarantenne ha registrato un aumento medio tariffario del 10 per cento.
Eppure, nonostante tutto, le imprese chiudono l’anno in perdita.

Un freno ai costi

Il documento Isvap al vaglio del Governo presenta alcune possibili soluzioni al continuo aumento tariffario. Tra le proposte in campo l’Authority avrebbe menzionato:

La redazione di tabelle per la valutazione delle lesioni
Le lesioni macropermanenti (associate ad oltre 9 punti di invalidità permanente) incidono per oltre il 60% sulle spese degli incidenti con danni fisici. A gonfiare la spesa sarebbero principalmente le difformità nelle pronunce dei tribunali in merito alla loro valutazione e quantificazione. In alcuni casi l'Isvap ha riscontrato «una differenza di circa 100.000 euro tra gli importi accordati da due diversi tribunali». Istituendo delle tabelle (già previste peraltro dal Testo Unico delle Assicurazioni) l'Isvap si aspetta risparmi di spesa nell’ordine del 10% delle attuali tariffe. E da anni i ministeri dello sviluppo economico e della sanità devono redigere un regolamento con le nuove tabelle. Una noncuranza pagare a caro prezzo dai consumatori.

La lotta alle truffe
In continuo aumento il fenomeno delle truffe assicurative, soprattutto in alcune regioni del mezzogiorno (Campania, Puglia). Un intervento ad ampio raggio potrebbe valere almeno il 5% delle tariffe sul piano nazionale (ma molto di più nelle regioni dove il fenomeno è più acuto). L'Isvap propone la dematerializzazione dei contrassegni assicurativi per scoraggiare le false coperture («spesso le copie contraffatte sono stampate meglio degli originali»), l'istituzione di un agenzia antifrode, su cui il Parlamento sta già lavorando, la messa a disposizione (per 8 giorni) della vettura incidentata prima della riparazione, cosicché la compagnia possa stimare il danno. Ed anche la sospensione (per 30 giorni), in caso di fondati sospetti di frodi, dei termini di legge dati alle compagnie per formulare le proposte di risarcimento (60 giorni).

Abolizione del tacito rinnovo
Infine l'authority propone l'abolizione del "tacito rinnovo" delle polizze per incrementare la concorrenza.

Proposte di riforma
Sebbene non rientri espressamente nel "decalogo", l'Isvap propone anche una riflessione, e un tavolo tecnico, sul futuro del sistema di bonus-malus. La criticità del meccanismo riguarda il fatto che male si adatta ad una realtà profondamente cambiata da quella per cui era stato creato. Attualmente il sistema di bonus-malus risente della concentrazione degli assicurati nelle prime classi di merito: il sistema è costruito in maniera tale per cui il parco veicoli assicurati “scivola” naturalmente ogni anno verso la prima classe, poiché la stragrande maggioranza degli assicurati (oltre il 92%) non causa sinistri. Il rischio è, secondo l’Autorità, che in meno di 20 anni ci si trovi con una concentrazione di oltre il 90% di assicurati nelle prime 3 classi, provocando un sostanziale ridimensionamento della differenza di premio tra assicurati in 1° classe e quelli in classe 14 (classe di ingresso).

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