È tempo della tassa di soggiorno

Scattato il 2011, nella capitale italiana è scattato anche il momento della tassa di soggiorno: un provvedimento necessario per rimettere in sesto le finanze della Città Eterna, sostiene chi l’ha pensata e sostenuta; una gabella inutile e dannosa, ribattono i consumatori e gli operatori turistici, che non avrà altro effetto che ridurre l’appeal di Roma nel mondo.

La tassa di soggiorno
Approvata in dicembre dalla giunta comunale capitolina, la tassa di soggiorno va dai 3 euro per ogni notte degli alberghi a 4 o 5 stelle fino al minimo di 1 euro per i campeggi. Ne saranno esenti i bambini fino a dieci anni.

Incasso e utilizzo dei fondi
Dalla nuova tassa, il Comune si aspetta un vero e proprio fiume di denaro: nel dettaglio, 200mila euro ogni giorno, circa 70 milioni di euro l'anno, da investire per il 95% in servizi ai cittadini e per la restante parte nella promozione dell’immagine della Città Eterna nel mondo.

Scontenti i consumatori
Assai piccata la reazione dei consumatori alla nuova tassa. In un comunicato, l’Adoc fa sapere che la tassa di soggiorno renderà per le famiglie un fine settimana a Roma mediamente più costoso di 34 euro.

Carlo Pileri, presidente dell’associazione dei consumatori, attacca Alemanno: “L’autarchia di Alemanno, che continua a mettere a carico di turisti e pellegrini tasse folli come quella sui musei e il ‘contributo di soggiorno’, ha trasformato Roma in una citta’ chiusa e inavvicinabile dai non residenti. Con le nuove assurde tasse, sui musei e sul soggiorno, e i rincari delle tariffe taxi, un weekend per una famiglia di due adulti e un bambino costera’ il 9% in piu’, un aumento di 34 euro rispetto a quanto si paga oggi”.

Contrari anche gli operatori turistici
La tassa di soggiorno trova parecchi musi lunghi anche tra chi con il turismo ci campa. Assoturismo definisce la nuova tassa una gabella che "dilagherà a macchia d'olio su tutto il territorio nazionale" e che "risulterà mortale per quei turismi, come quello stagionale". Amaro il presidente dell’associazione, Claudio Albonetti: “Prendiamo atto che i nostri concorrenti sono agguerriti e favoriti da istituzioni più consapevoli e sensibili alle opportunità offerte dal turismo per la crescita dell’occupazione e del Pil”.

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