Allarme diossina: un problema duro a morire

Si scrive diossina, si legge pericolo di effetti tossici sull’uomo. Quello sulle uova e sulle carni suine contaminate proveniente dalla Germania non è il primo e non sarà l’ultimo allarme destinato a turbare la serenità gastronomica degli europei. Il rischio diossina, ciclicamente, si ripresenta, dimostrando le falle presenti nel sistema normativo continentale e incendiando gli animi delle associazioni di consumatori, pronte alla protesta.

Gli ultimi casi
Negli ultimi giorni l’allarme arriva dalla Germania. Se anche gli affidabilissimi tedeschi cascano con entrambi i piedi nell’affaire diossina, la questione – evidentemente – è molto seria e conviene cercare di capirla a fondo.

Dopo avere rinvenuto uova e carni suine contaminate dalle diossina in Germania, l’Europa è scattata sull’attenti. Pur non essendo ancora certa la causa della contaminazione di alcuni capi di pollame, sul banco degli imputati è finito un particolare mangime per animali utilizzato in Germania. La reazione tedesca è stata pronta, a oggi in Germania sono stati chiusi 4.700 allevamenti di polli e suini, certificando 527 tonnellate di mangime inquinato e denunciando l’export avvenuto verso l’Olanda di 136mila uova a rischio.

Le autorità dei Paesi europei invitano i cittadini a non abbandonarsi agli allarmismi, assicurando che il sistema di controlli è sufficiente a garantire la sicurezza degli alimenti. Eppure nella normativa continentale volta a mettere al bando la diossina dalla catena alimentare umana e animale deve esserci qualche falla, se gli allarmi – dal 2000 a oggi – si susseguono con una sconcertante regolarità.

Una storia degli allarmi
Appogiandoci a blitzquotidiano.it, facciamo una breve cronistoria di tutti gli allarmi alimentari legati alla diossina scoppiati in Europa a partire dal 1999.

1999: POLLAME IN BELGIO; 2.559 gli allevamenti sotto sequestro in Belgio, Olanda, Francia e Germania per fronteggiare la crisi dei grassi alla diossina prodotti dalla società belga Verkest. Polli, suini, uova e latte furono ritirati dalla vendita, le esportazioni bloccate. Nuovi allarmi nei mangimi nel 2000 e nel 2006.

2003: MANGIMI IN GERMANIA; inchiesta sui mangimi tedeschi e contaminati da livelli di diossina fino al 17 volte più elevati rispetto alla soglia accettabile;

2003: LATTE NEL CASERTANO E NOLANO; sequestrati 8mila capi tra bovini, bufale e ovicaprini, nell’ambito dei controlli disposti dalla Regione Campania per la ricerca di tracce di diossina nel latte. Inoltre, l’emergenza rifiuti ad Acerra ha portato nel periodo 2003-2004 alla soppressione di 2mila pecore e 60 bovini per la diossina riscontrata nelle acque del comune dell’hinterland napoletano.

2004: LATTE IN OLANDA; allarme in 140 allevamenti per concentrazioni eccesive di diossina nel latte. Sotto accusa l’argilla utilizzata nelle lavorazioni delle patate poi date in alimentazione al bestiame.

2008: MOZZARELLA IN CAMPANIA; dall’inchiesta sullo smaltimento dei rifiuti tossici scattano indagini su avvelenamento di sostanze alimentari, frode, commercio di prodotti adulterati. Giappone e Korea bloccano import di mozzarelle. Ma l’Inran affermò che fino a 7 kg di prodotto non si supera la soglia Oms consentita (4 picogrammi per kg). Anche per Ue ”nessun rischio immediato per la salute”. Secondo il ministro dell’Agricoltura De Castro il caso fu una ”bolla mediatica”.

2008: MAIALE IN IRLANDA; a dicembre ritiro di tutti i prodotti suini sul mercato, compresi zamponi, cotechini, e salumi. Contaminate poi anche le mucche.

Le richieste dei consumatori
Di fronte agli ultimi casi, i consumatori manifestano una certa preoccupazione. Sul fronte italiano, l’Adoc si affretta a chiedere che venga introdotta urgentemente l’etichettatura per la carne suina e suoi derivati e attacca l’Europa, rea di essere troppo debole con le grande industrie.

Spiega Carlo Pileri, presidente Adoc: “L’Unione Europea si dimostra ancora una volta troppo debole con le grandi industrie alimentari del Centro e Nord Europa e con gli speculatori, mentre fa la voce grossa a danno dei consumatori. Prima l’Inghilterra ora la Germania sono il teatro dell’ennesima contaminazione di diossina di prodotti alimentari. Le attuali norme europee non garantiscono i consumatori e la sicurezza alla salute ma solo i profitti degli speculatori alimentari. Per questo chiediamo al Governo italiano di alzare la voce con l’Europa, affinche’ vengano introdotte nuove normative che garantiscano realmente i consumatori”.

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