Fumatori: per smettere ci vuole il giusto “incentivo”!

Fumatori Cala la vendita di sigarette ma resta pressoché stabile la percentuale di fumatori nel nostro Paese (circa 1 su 4). La Legge Sirchia insomma sembra un provvedimento “tutto fumo e niente arrosto”. A 6 anni dal provvedimento cala del 12% la vendita delle bionde ma rimane pressoché invariato il numero dei fumatori, che rimangono una percentuale significativa della popolazione (il 22,6% contro il 23,8% del 2003).

La fascia che conta più fumatori è quella dei giovani adulti, tra i 25 e i 34 anni, con una percentuale del 32.3%, addirittura in crescita rispetto al 2009. Fumatori che non si arrendono ma che, probabilmente, fumano meno.

Il giusto incentivo

Il calo delle vendite non tiene conto del fenomeno del contrabbando online e offline, suggerisce Piergiorgio Zuccaro, direttore dell’Osservatorio fumo, alcol e droga dell’Istituto superiore di sanità. Sarebbe invece utile creare un sistema di rimborso per i farmaci anti-fumo, come già avviene in altri paesi europei (ad esempio la Gran Bretagna). Gran Bretagna «il governo ha finanziato il rimborso dei farmaci utili per smettere di fumare, decidendo che conviene investire in tal senso perché il costo delle patologie fumo-correlate nella popolazione sarebbe di gran lunga maggiore. E in Francia i farmaci anti-fumo vengono rimborsati al consumatore con un ticket». I costi non sarebbero esorbitanti: «Abbiamo calcolato che per garantire un ciclo di terapia farmacologica anti-fumo per 500mila persone basterebbero 200mila euro, una cifra tutto sommato contenuta ma mirata a un'azione concreta ed efficace. Si potrebbe pensare a un meccanismo di rimborsabilità tramite i centri anti-fumo pubblici».

Locali in regola

La battaglia al fumo passivo ha sicuramente segnato una vittoria: gli oltre 17 mila controlli svolti dai NAS, dal 2005 ad oggi in numerose tipologie di locali italiani, hanno evidenziato un sostanziale rispetto della legge Sirchia. Nel solo 2010, su oltre 3000 ispezioni, sono state contestate solo 269 infrazioni, di cui 144 a persone che fumavano dove era vietato, mentre le restanti per errori nell’affissione dei divieti o nella struttura dei locali per fumatori.

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