Mirafiori, le nuove regole e l'Italia

Prima di rimanere soffocata nella tempesa Ruby e nella nuova edizione del sexygate nostrale, l’opinione pubblica si è esercitata per qualche ora su una questione altrettanto (maggiormente?) cruciale: l’accordo raggiunto tra Fiat e i sindacati (eccetto la Fiom) sul contratto di lavoro per lo stabilimento di Mirafiori e i risultati del referendum con cui i lavoratori dell’impianto erano chiamati a giudicarli.

Il referendum
I lavoratori hanno espresso il proprio parere favorevole all’accordo raggiunto tra la Fiat e la rappresentanza sindacale (solo la Fiom, il 23 dicembre scorso, non ha firmato il documento) tramite un referendum tenutosi tra giovedì 13 e venerdì 14.

Altissima l’affluenza alle urne. Su 5431 aventi diritto al voto, si sono presentati ai seggi in 5218 (ossia il 96,1%). I voti validi sono stati 5.060 (59 le schede bianche o nulle) e hanno visto i “sì” (favorevoli all’accordo) sopravanzare i “no” (contrari all’accordo) di 9 punti percentuali.

In termini assoluti, la differenza tra le due posizioni è stata pari a poco più di 400 voti: 2735 i sì (54,05%); 2325 i no (45,95%). Una forbice abbastanza ampia da decretare vincitori e vinti, ma non sufficiente per azzerare il dibattito. Analizzando il voto, infatti, si scopre che per il via libera all’accordo fortemente voluto da Marchionne è stato decisivo l’apporto degli impiegati (421 voti a favore e 20 contrari), mentre tra gli operai il fronte del no si è rivelato più solido del previsto (l’accordo è stato bocciato nei quattro seggi del reparto montaggio e in un seggio della lastratura, ma complessivamente anche tra le tute blu i sì hanno prevalso per 9 voti).

Le reazioni
Gli esiti del referendum hanno fornito argomenti a ciascuna delle due parti in causa: Marchionne e i sostenitori del sì hanno potuto rivendicare la vittoria; la Fiom e il fronte del no hanno dimostrato di essere più rilevanti di quanto si credesse e possono pretendere di conservare il diritto di dire la loro.

I commenti al voto, da entrambi gli schieramenti, non si sono fatti attendere. Marchionne, così come il ministro del Lavoro, il governo e alcuni esponenti dell’opposizione, reputano che il referendum abbia dato il via a una nuova fase delle relazioni sindacali in Italia che permetterà di migliorare le condizioni generali del Paese.

In un’intervista rilasciata al quotidiano la Repubblica, l’amministratore delegato del gruppo Fiat ha fatto mostra di soddisfazione, non risparmiando qualche frecciata alla Fiom-Cgil, unica sigla sindacale a non avere sottoscritto l’accordo.

Rispedendo al mittente le accuse piovutegli addosso nell’ultimo periodo, Marchionne ha ribadito che l’accordo non comprime alcun diritto dei lavoratori; accusa la Fiom di aver condotto una battaglia sindacale non a vantaggio degli operai, ma di se stessa (''La Fiom e' scesa in guerra non per i diritti, ma per il suo ruolo di minoranza bloccante'') e si lancia in previsioni su quel le nuove relazioni sindacali gli permetteranno di realizzare: ''fatemelo migliorare (l’accordo di Mirafiori, ndr) e alzerò i salari. Possiamo arrivare al livello della Germania e della Francia. Io sono pronto''.

Dal canto suo, la Fiom non demorde e si dimostra tutt’altro che remissiva, rassicurata da un risultato forse inatteso. Spiega Giorgio Airaudo, segretario nazioanle Fiom: Un risultato straordinario e imprevisto. Non pensavamo in un 46% di no. La Fiat dovrebbe riflettere. Il sì passa con il voto determinante di 300 capi e di 40 uomini della struttura del personale. Marchionne ha vinto con i suoi uomini, noi con i nostri operai” sottolinea Airaudo.

Il nuovo accordo
Ma chi ha ragione? Lo si sa, in Italia ogni votazione si conclude con un vincitore e con un quasi vincitore, gli sconfitti sono una specie in via di estinzione che si nasconde tra giungle di analisi, valutazioni e proiezioni.

Anche in questo caso, il dato numerico si presta a interpretazioni diverse e contrarie. Il voto di Mirafiori sarà davvero il primo passo di un accordo destinato a rilanciare le sorti del nostro Paese? O piuttosto sarà la mossa che affonda alcuni diritti faticosamente conquistati dai lavoratori nel corso degli anni? Le analisi possono essere tante e tutte, in parte, valide.

Per formarsi un’opinione precisa, però, è necessario conoscere meglio cosa preveda l’accordo. Per questo, di seguito riportiamo i suoi punti essenziali, richiamando un rapido riassunto fatto dal quotidiano l’Unità. Leggendo i dettagli dell'accordo, ognuno potrà proclamare il suo vincitore.

JOINT VENTURE FIAT-CHRYSLER
La nuova società avrà un contratto di lavoro ad hoc e inizialmente non aderirà a Confindustria in attesa che venga formalizzato un nuovo contratto per il settore auto, almeno stando al cosiddetto 'Patto di New York' stabilito tra l'ad di Fiat Sergio Marchionne e la presidente di Confindustria Emma Marcegaglia. I rapporti di lavoro saranno regolati in base alle norme contenute nell'accordo separato, non sottoscritto dalla Fiom, firmato il 23 dicembre da Fim, Uilm, Ugl Metalmeccanici, Fismic, e Agenquadri.

TURNI
A regime i dipendenti lavoreranno su 18 turni (tre turni al giorno su sei giorni) con una settimana di sei giorni lavorativi e la successiva di quattro giorni. Il 18esimo turno sara' retribuito con la maggiorazione dello straordinario. Gli addetti alla manutenzione e alla centrale vernici lavoreranno su 21 turni (sette giorni su sette) mentre per gli addetti al turno centrale (quadri, impiegati e operai) l'orario sara' dalle 8.00 alle 17.00 con un'ora di pausa non retribuita. Con l'aumento dei turni si avranno circa 3.500 lordi annui in busta paga in piu'.

DIVIETO DI SCIOPERO
I lavoratori, dopo aver fatto il referendum e sottoscritto il contratto, non possono scioperare contro clausole contenute nell'accordo. Altrimenti rischiano del licenziamento.

STRAORDINARI
Possibilità di fare straordinari senza contrattazione. Si passerà dalle 40 ore previste annualmente dal contratto nazionale dei metalmeccanici a 120 ore del nuovo accordo. In sostanza saranno 120 le ore di straordinario obbligatorie ogni anno (15 sabati lavorativi), 80 in piu' delle 40 attuali.

PAUSE
Il nuovo accordo prevede 30 minuti di pausa, al posto degli attuali 40: tre di 10 minuti invece che due da 15 e una da 10. I 10 minuti in meno verranno retribuiti dall'azienda (32,47 euro al mese di compensazione). La pausa mensa di mezz'ora per ora rimarrà a metà turno. L'accordo prevede che lo spostamento a fine turno della pausa mensa sarà discusso all'entrata in vigore effettiva della joint venture tra Fiat e Chrysler.

CASSA INTEGRAZIONE
Si chiedera' la cassa integrazione straordinaria per tutto il personale dal 14 febbraio 2011 (quando finira' l'ordinaria) per la durata di un anno.

RETRIBUZIONI
La retribuzione annua individuale verrà aumentata di 3.700 euro per l'incidenza delle maggiorazioni di turno.

ASSENTEISMO
Diverse le soglie di assenteismo presentate nell'accordo. Quando il tasso di assenteismo a Mirafiori supererà determinate soglie progressive (6% dal luglio 2011, 4% dal gennaio 2012, 3% dal 2013) non verrà pagata al dipendente l'integrazione a carico dell'azienda relativa al primo giorno di malattia: in particolare a chi abbia iniziato la malattia, collegandosi a riposi, festività e ferie. Da questa norma sono esclusi i dipendenti affetti da gravi patologie.

RAPPRESENTANZA SINDACALE
Addio alle Rsu, le rappresentanze sindacali unitarie, aperte a firmatari e no ma comunque con un peso del 5%. Arrivano le Rsa, le rappresentanze sindacali aziendali. Il nuovo contratto ad hoc per Mirafiori non riconosce l'accordo interconfederale del 1993 sulla rappresentanza sindacale, ma si rifà allo Statuto dei lavoratori che prevede la rappresentanza solo per i firmatari del contratto. Chi non firma l'accordo, come la Fiom, non avrà delegati in fabbrica, né potrà indire assemblee.

FORMAZIONE
Saranno tenuti corsi di formazione per i lavoratori in cig: la frequenza sara' obbligatoria.

ORGANICI
Le assunzioni del personale per la joint venture saranno fatte prioritariamente dagli stabilimenti Fga di Mirafiori e successivamente dalle altre Fiat torinesi garantendo retribuzione e inquadramento precedenti. Sara' riconosciuta l'anzianita' aziendale pregressa e sara' liquidato il Tfr a chi lo chiedera'.

CLAUSOLA DI RESPONSABILITA'
Come gia' previsto per lo stabilimento di Pomigliano, il non rispetto degli impegni assunti con l'accordo comporta sanzioni in relazione a contributi sindacali, permessi per direttivi e permessi sindacali aggiuntivi allo Statuto dei Lavoratori.

PRODUZIONE DAL 2012
A partire dal terzo trimestre del 2012 Mirafiori avvierà la produzione di Suv per i marchi Jeep e Alfa Romeo. Dal 14 gennaio i lavoratori torneranno in cassa integrazione per un anno e parteciperanno a programmi di formazione. A regime lo stabilimento torinese produrrà tra le 250mila e le 280mila unità, destinate ai mercati internazionali. Il Lingotto prevede di investire circa un miliardo, nel quadro dei 20 miliardi previsti dal progetto "Fabbrica Italia", presentato da Marchionne lo scorso aprile all'investor day.

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