Comuni dalle tasche bucate

Indebitamento comuni Spendaccioni e decisamente poco virtuosi i comuni d’Italia si contendono un primato alquanto poco edificante. L’indebitamento municipale da Trieste in giù mostra una classifica del tutto inaspettata. I conti non tornano per i grossi capoluoghi del Nord. Stando ai dati estrapolati dalla CGIA di Mestre infatti sul podio dei più indebitati ci sarebbero Torino (con una percentuale di debito sulle entrate correnti pari a 252,2), Carrara (con il 223,1%) e Milano (con il 209,9%).

Il secondo indicatore preso in esame dagli artigiani mestrini è stato quello più semplice da calcolare: il debito pro-capite. Anche in questo caso, è sempre il Comune di Torino a svettare nella classifica nazionale: su ogni torinese grava un debito di 3.419 euro. Al secondo posto troviamo Milano, con un debito pro-capite di 2.967 euro e al terzo posto Siena, con 2.515 euro. Tra i meno virtuosi anche Carrara (2.375 euro pro capite), Genova (2.207 euro) e Catania (2.167 euro). I più fortunati, invece, sono ancora una volta i bresciani (con un debito di soli 92 euro pro-capite), gli aquilani (84 euro), i residenti di Vibo Valentia (68 euro) ed, infine, i nisseni (42 euro).

Federalismo in rosso

15 anni di passione per i comuni d’Italia, questo quanto emerge dall’analisi economica dell’associazione, che evidenzia come in questo lasso temporale siano diminuiti drasticamente i trasferimenti dallo Stato Centrale a fronte però di un aumento considerevole delle competenze municipali. Il risultato? I sindaci per mantenere la qualità e quantità dei servizi hanno dovuto scegliere tra aumento delle tasse o aumento dell’indebitamento. Il rischio, sottolineano dalla CGIA di Mestre, è che il federalismo comporti un ulteriore aggravio delle tasse di scopo municipali.

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